lost rock

Ci ho messo un po’ di tempo per digerire il polpettone della sesta stagione, degna chiusura di un pasto lungo oltre 100 portate. Ho impiegato più del necessario perché sono stato innocentemente spodestato dal mio trono della conoscenza per essere catapultato sul palco della fede, dove tutto può succedere e tutto può essere, se c’è il cuore, se c’è l’amore.

Elaborato il lutto della fine e dell’idealizzazione del defunto, ecco che riemergono tutti i suoi difetti, i suoi nei, quel carattere furbetto ma inconcludente che lo rende sicuramente un 7, un brillante ciarlatano.

L’isola, i misteri, le ruote, le statue egizie, i viaggi nel tempo, mai spiegati, forse accennati, decisamente insufficienti. Eppure era ciò che ci aveva convinti a seguire la serie.

La mitologia, dunque, accantonata per fare spazio ai personaggi. E che personaggi: truffatori, boccaloni, imbroglioni, sicari, assassini. Tutti infelici ma tutti, in fondo, brave persone.

Quello che certamente colpisce è, però, la direzione pressoché casuale che controlla i loro movimenti, le loro azioni, i loro comportamenti. Andiamo via dall’isola, torniamo sull’isola, facciamo esplodere una bomba atomica, colleghiamo una ruota con acqua e luce per andare via dall’isola, moriamo per evitare che il male si diffonda, facciamo quello che ci dice un tizio anche se non l’abbiamo mai visto. E tanto ancora.

Agli occhi di uno spettatore, pure tutt’altro che onnisciente, sembrano azioni quasi folli, al limite del ridicolo, senza dubbio frutto di cattiva scrittura. Eppure alla mia mente non può che venire in mente l’esperimento dei piccioni di Skinner. Non mi annoio scrivendo la favoletta e la riassumo così: lo sperimentatore dava del cibo casualmente a dei piccioni rinchiusi in una gabbia. Questi credevano di aver attuato qualche comportamento grazie al quale questo cibo comparisse, e ripetevano questo comportamento oltre i limiti dell’assurdo per avere più cibo (allungavano il collo, correvano lungo la gabbia, facevano un giro su sé stessi per poi appollaiarsi, etc.). Non a caso Skinner intitolò il suo articolo “Superstition’ in the Pigeon“: queste simpatiche bestioline si comportavano in maniera non molto dissimile dalle tribù americane che danzavano per far piovere.

Come si comportano, dunque, delle normali persone con un grado di scolarizzazione medio-basso alle prese con mostri di fumo, isole non rintracciabili, morti che resuscitano e quant’altro? Semplice: in maniera caotica, irrazionale, disorganizzata. In maniera, cioè, superstiziosa, nella quale lo “I was supposed to be” diventa legge e lo “has to be you” è scritto nelle stelle.

Si comportano, dunque, in maniera non troppo diversa dagli studenti di Koichi Ono che, in un esperimento simile a quello di Skinner, ballavano, saltavano e sbattevano i pugni sulla scrivania per ottenere più punti è possibile. Punti, nemmeno a dirlo, dati casualmente.

Nessuno sa niente, ma tutti fanno qualcosa, perché è questa l’unica forma di controllo data a l’uomo nei confronti di forze inestricabili. Per cui, almeno per quanto concerne il comportamento irrazionale dei protagonisti, non prendetevela con Lindelof e Cuse, perché non è colpa loro. E’ colpa di Dio, o della Natura Umana, o della combinazione atomica di carbonio.

Fate voi.


Articolo pubblicato il martedì, giugno 1st, 2010 alle 11:23 am.
Categoria: blog, Lost.

4 Comments, Comment or Ping

  1. Mist

    Bello!

  2. E’ una delle cose più interessanti che ho letto su Lost e sul suo finale negli ultimi tempi. Ah, quanto mi piacerebbe parlarne da vicino!
    ciao Salvatore, a presto

  3. sublime recensione mio caro salvatore

  4. astroplan

    concordo quasi su tutto… e mi sono divertito molto a leggere l’articolo.

    vale la pena fare farsi una lettura sulle “superstizioni” anche su:
    http://www.infn.it/multimedia/particle/paitaliano/how_interact.html

    … extract …
    ma non chiedere ad un fisico “Una spinosa questione che ha assillato per molti anni i fisici è stata: “come interagiscono le particelle materiali?”.

    Se prendi due magneti e avvicini il polo nord di uno al polo nord dell’altro, i magneti si respingono – senza toccarsi! Come è possibile esercitare una forza su qualcosa senza toccarla? E’ facile dire che “i magneti hanno un campo di forza elettromagnetica”, ma questo non risolve il problema: che razza di forza esercitano i magneti l’uno sull’altro?” … segue sul link dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

    … fine extract ….

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