Non ho niente contro Luigi De Magistris. Anche se come uomo politico ha dimostrato di essere poco affidabile (così come anche da pm, pare) personalmente non riesco ad averne un’immagine  totalmente negativa. Questo è dovuto, probabilmente, a quella certa aria di capopopolo, di Masaniello, così tipica della realtà partenopea: quella cadenza profonda, quel tono forte, duro, che tradisce un’impostazione quasi sofferente, e poi il populismo, che lo tradisce appena le telecamere si fanno un po’ più piccole (De Magistris manda affanculo).

Ecco: l’idea che mi sono fatto di questo personaggio è quella di un esaltato che persegue la notorietà, più del potere; l’acclamazione, più che la poltrona; l’apparenza, più della sostanza. E non riesco a non vederci qualcosa di tenero, in questo.

Poi scendo per strada, vedo i cumuli di immondizia, vedo il traffico, vedo i parcheggiatori abusivi, vedo gli ausiliari del traffico e i lavori della metropolitana infiniti, e quel poco di tenerezza si trasforma in rabbia e sconforto. Rabbia e sconforto per una classe politica che ha arretrato Napoli di 20 anni rispetto alle grandi città europee, che l’ha portata all’ultimo posto in Italia come qualità della vita e che costringe molti napoletani a fuggire, ad andare via da questa meravigliosa città.

De Magistris è stato portato in alto da un partito (IDV) che alle precedenti elezioni faceva parte della coalizione che ha sostenuto la Iervolino. Se dovesse vincere farebbe sedere in Consiglio Francesco Moxedano, già della maggioranza Iervoliniana, così come Alessandro Fucito e Antonio Fellico. Persone che hanno governato Napoli negli ultimi 5 anni e che l’hanno ridotta ad essere l’ultima città d’Italia.

Non ho niente contro De Magistris (così come non avevo nulla contro Morcone, che anzi mi piaceva anche di più),  ma ritengo che sia incredibile che a Napoli ci sia ancora qualcuno disposto a dare fiducia alla classe politica che l’ha trascinata in un degrado oltraggioso per il patrimonio artistico, umano e ambientale che rappresenta.

Voltare pagina e affidare la città in mano a qualcuno che possa davvero rappresentare la discontinuità per la città di Napoli non è solo un consiglio, ma dovrebbe essere un obbligo per ogni cittadino. Se voti De Magistris, insomma, quale diritto avrai di vedere le cose cambiare?



Articolo pubblicato il venerdì, maggio 20th, 2011 alle 4:52 pm.
Categoria: Napoli.

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