Svegliamoci

E’ da parecchio che non mi occupo di politica in questo blog. Vuoi per stanchezza, vuoi perché negli ultimi mesi mi sono occupato di tutt’altro, ma nelle immediate vicinanza del fatidico 25 febbraio c’è stata un’accelerazione di interesse dovuto ad un problema estremamente soggettivo: chi voto alle prossime elezioni?

Non esiste, al momento una forza politica che rappresenta in pieno ciò in cui credo (per essere superficialmente sintetici: ricerca del bene collettivo sostenendo l’iniziativa individuale) e per me, votare,  è stato quanto mai complesso negli ultimi tempi.

Quest’anno però ho deciso di dedicare un po’ di attenzione perché c’era un problema da affrontare: debellare il PDL dal Parlamento.  Non faccio di tutta l’erba un fascio, non credo che tutti i politici pidiellini siano mafiosi, corrotti o delinquenti. Quello che è certo è che sia una forza politica che ha impegnato il Parlamento in una delle Legislature – l’ultima – più sciagurate della storia e che ci abbia portati ad un rapido declino economico e morale. E io questo non lo dimenticherò neppure se mi raddoppia il rimborso dell’IMU.

Ha preso il suo posto il Governo Monti, una persona che mi sembra fondamentalmente a posto, ma che ha prodotto riforme sulla carta valide che poi si sono trasformate in scellerate panzane (vedi esodati, il calo del gettito dell’IVA nonostante l’aumento, la crescita dell’inflazione).

Il PD ha perso la possibilità di un vero cambiamento promuovendo Bersani in luogo di Renzi, ma fondamentalmente ho apprezzato molto le scelte operate negli ultimi mesi.

Ingroia non lo prendo neppure in considerazione. 

Resta il Movimento 5 stelle. Ho sempre amato Grillo. Quando ero ragazzino adoravo i suoi spettacoli fatti di eccessi, esagerazioni e quella sua capacità di dire cose importanti e non prendersi troppo sul serio. Con il tempo siamo cresciuti entrambi e quello che prima mi affascinava, con il tempo ho preso a conoscere.

Partiamo dalla pancia: quando qualcosa ti avvolge così tanto le emozioni, è difficile appoggiarci sopra un po’ di logica. Nei toni sguaiati, nelle espressioni colorite, nel suo frenetico girovagare (tsunami tour è un’espressione quanto mai azzeccata), Grillo si affida alla comunicazione ombelicale con ognuno di noi ed è difficile dirgli di no.

Dice alcune cose buone e giuste e le condisce di altrettante balle vere e proprie.  Non è un caso che fra i politici analizzati da PagellaPolitica, sia quello con il più alto tasso di bugie (non sono riuscito a trovare la classifica completa sul sito, ma secondo il The Economist è superiore persino a Berlusconi!).

Si propone di restituire parte dei compensi dei propri candidati, ma pare che questi soldi finiscano come al solito nelle tasche del partito. Il suo programma non è molto chiaro a me: non ha voluto partecipare a nessun dibattito politico pubblico e sarei molto curioso di conoscere la riposta alle domande che gli ha posto Leonardo (in particolare quella sul signoraggio, fenomeno molto affascinante circolato in rete per anni).

Il suo movimento ha un animo squisitamente fascista che si affaccia dal balcone con le mani sui fianchi ogni qual volta si presenta una qualsiasi forma di opposizione, sia interna che esterna (chi scrive articoli contro Grillo, spesso si ritrova la casella dei commenti intasata di offese e invettive).

Un movimento simpatico, che parte dal basso, si offre alle masse come rivoluzionario e che poi, nei fatti, si comporta come qualsiasi altro movimento politico quando si tratta di maneggiare cose straordinarie come i soldi pubblici.

Poi tutto va bene per debellare il PDL dal Parlamento, ma magari avrei preferito un’alternativa un po’ più concreta. Ah, se Giannino non fosse stato quel clown come effettivamente appariva…


Articolo pubblicato il sabato, febbraio 23rd, 2013 alle 12:27 pm.
Categoria: Politica.

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