marino

Cinque anni sono un tempo sufficiente per fare i primi bilanci dell’operato di Pierpaolo Marino, direttore generale del Napoli. Non voglio percorrere, però, la storia che dalla serie C ci ha portato a disputare, l’anno scorso, la Coppa Uefa: ci sono ben pochi giudizi da dare e l’ottimo traguardo raggiunto è innegabile.

Voglio parlare, piuttosto, degli ultimi anni di A e in particolar modo della rosa a disposizione del tecnico Donadoni. E di Donadoni stesso.

Cominciamo proprio dal fresco quarantaseienne di Cisano Bergamasco. Questo è un uomo preso per rimpiazzare il tecnico Reja, “maestro” del 3-5-2, che evidentemente non riusciva più a spremere i calciatori per quanto il modulo richiedeva. Donadoni è un giovane – si pensava – in Nazionale ha imposto il 4-3-3 che è un modulo molto tattico e di difficile attuazione senza i mezzi adeguati ed è quindi la risorsa giusta per un Napoli che vuole fare il salto di qualità.

Macchè! Dopo sei mesi la squadra è ancora alle prese con un modulo fatto per squadre di C o che lottano per non retrocedere e con un bottino di punti da retrocessione: 16 partite, 15 punti. Nessun successo esterno.

Ma non è tutta colpa sua: assodato che lui crede nelle possibilità del modulo, la società doveva mettergli a disposizione i giocatori necessari perchè questo fosse adottato nel migliore dei modi.

Partiamo dal portiere. Donadoni vuole giocare con la difesa alta: assodato che non ha senso fare ciò con difensori alti e lenti come Campagnaro-Cannavaro-Contini, una condizione necessaria per la difesa alta è che il portiere si alzi almeno di 10 metri per non permettere lanci lunghi che scavalchino la difesa. Deve essere un libero, insomma. Marino che fa a questo punto: investe su un portiere forte con i piedi, come Amelia, che svolga questo compito? Nossignore: punta tutto su un giovane 32enne come Morgan De Sanctis che è molto bravo fra i pali ma tremendamente a disagio quando deve uscire dall’area piccola. Risultato? Gol assurdo contro il Palermo, rigore ed espulsione incomprensibile contro il Genoa, gol di Eto’o a 30 centimetri dalla porta su calcio d’angolo. E siamo solo alla quinta giornata.

Inoltre con l’abbondanza in quel ruolo (già presenti in rosa Iezzo, Giannello e Navarro, nonché il giovane Sepe) non riesce a piazzarne neppure uno sul mercato, dando in prestito l’argentino che dopo un anno di ambientamento era diventato un punto fermo della squadra. Scelta incomprensibile soprattutto se pensiamo che Navarro era stato pagato 2,5 milioni quando era un portiere sconosciuto e adesso che si stava affermando in Europa, ci sono state grosse difficoltà a piazzarlo. A questo punto è quasi ovvio che o Marino è proprio scarso, o è stato truffato dall’Argentinos Jrs.

Capitolo difensori. Il Napoli in rosa ha ben sei centrali: Campagnaro, Cannavaro, Contini, Rinaudo, Santacroce, Aronica. Era necessario l’anno scorso investire 6 milioni su Rinaudo, che in questi due anni non ha mai praticamente giocato? Abbiamo anche avuto difficoltà a piazzarlo a qualche squadra per queste cifre, per cui mi sembra ovvio che o Marino è scarso o è stato truffato da Foschi. Ed Aronica non è chiaramente un giocatore da B? Era necessario investire quasi tre milioni su di lui? E fermo restando che Campagnaro è davvero forte, non è in un ruolo in cui soffoca le possibilità di emergere di un ottimo giovane come Santacroce? Questi sono errori tecnici pesanti.

Centrocampo: le note dolenti. Chi ha avuto modo di osservare l’anno scorso un po’ di partite dell’Under21, si è reso certamente conto che in campo c’erano due centrocampisti di statura fisica, tecnica e tattica abissale: Marchisio e Cigarini. Il primo è arrivato perfino in Nazionale maggiore ed è titolare in una Juventus dalle grandi pretese. L’altro è finito in panchina e a lui è stato preferito a turno Bogliacino e Pazienza. Non so se mi spiego! Ma non è grave: d’altra parte 11 milioni spesi per questo giovane centrocampista di 72 chili sono un ottimo investimento. Fra qualche tempo sicuramente ne venderemo la metà del cartellino per una cifra di gran lunga inferiore.

Ceduto Blasi (scelta economicamente saggia: non si può tenere in panchina uno che guadagna 1 miliore d’euro l’anno), a far legna in mezzo al campo è rimasto il solo Pazienza, pagato ben 4,5 milioni quando anche gratis ci sarebbero poche possibilità di piazzarlo. A questo punto è quasi ovvio che o Marino è proprio scarso, o è stato truffato da Corvino. Restano i vari Bogliacino e Amodio, giocatori che porteranno la squadra dritta in Champions.

Esterni? L’anno scorso Zuniga è stato il miglior terzino destro del campionato. Con la fantastica spesa di 8,5 milioni è stato preso dal Napoli e fatto giocare…come esterno sinistro nel centrocampo a 5. Non è colpa di Donadoni, ripeto: se lui non gioca con i terzini, perchè comprargliene uno? Maggio a destra va benone, ma a sinistra? Mannini era stato comprato per 6 milioni quando era un’ala sconosciuta proveniente dalla B e con una sentenza di doping che gli pendeva sulla testa. Da ala è stato trasformato in fluidificante di fascia con risultati più che dignitosi. Dopo due anni e con la sentenza ormai alle spalle viene ceduta la metà del suo cartellino per 2 milioni? Mi sembra ovvio che o Marino è un incompetente o è stato truffato, a suo tempo, da Corioni.

In rosa abbiamo ancora Rullo (che nessun allenatore negli ultimi 10 anni ha mai considerato seriamente) e Grava. Inoltre abbiamo Datolo, che quando gioca nel suo ruolo naturale, in Nazionale, riesce ad inanellare prestazioni e gol convincenti e che nel 3-5-2 è costretto a farsi tutta la fascia e inseguire gli Alvarez di turno. Quando si dice il talento sprecato.

Attaccanti. I due titolari sono talenti naturali, non stiamo neppure a parlarne, ma hanno un difetto: in due a stento superano i 3 metri di altezza. Grande difetto quando si gioca contro squadre che si difendono in massa nella propria area di rigore come è accaduto contro l’Udinese di Pasquale Marino. Per ovviare a questo si è presa una punta di 72 chili (!) come Hoffer che, per usare le parole di Donadoni, “non è il vice Lavezzi”. Il vice-Lavezzi è Pià, che nessuna squadra, nè di A, nè di B, ha voluto acquistare. E nel Napoli deve fare il sostituto del giocatore più forte.

Se non è il vice-Lavezzi sarà il vice di Quagliarella? Nossignore: il vice-Quagliarella è Denis. Non so: per essere stato il calciatore austriaco più pagato della storia, mi sembra un po’ sprecato in tribuna.

E allora si, prendiamocela pure con Donadoni che con l’ottimo materiale tecnico che ha si ostina a schierare questo 3-5-2 con giocatori chiaramente fuori ruolo, ma un po’ di colpa, un po’, ce l’avrà anche questo Pierpaolo Marino? Che o è scarso, o è continuamente truffato a destra e a manca. Altre possibilità, non ne voglio vedere.


Articolo pubblicato il giovedì, settembre 24th, 2009 alle 11:30 am.
Categoria: Calcio.

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