Il 3-5-2, in Italia, è oramai il modulo che va più di moda. E’ un modulo che io, personalmente, non gradisco, in quanto molto dispendioso per gli esterni e toglie un uomo alla fase offensiva. Nel nostro campionato, ciò nonostante, lo  utilizzano sempre più squadre (dalla capolista Juve al rodato Napoli. Da una squadra che si vuole salvare come il Siena, ad una che vuole ritrovare lo smalto come l’Inter. Dalla Fiorentina al Parma, dal Palermo a Bologna e Udinese). Mezza serie A, in pratica, gioca così.

Questo perché  probabilmente, è un modulo che ovvia a diverse carenze strutturali del nostro campionato:

  1. La mancanza di esterni di qualità;
  2. La mancanza di esterni difensivi (terzini) che sappiano difendere;
  3. La mancanza di centrali di difesa che sappiano reggere una difesa a 4;
  4. La mancanza di interdittori di gioco che sappiano anche costruire.

Tutto questo va a chiaro svantaggio di un ruolo che sostanzialmente, in Italia (ma forse anche nel mondo) sta scomparendo: il centravanti boa forte di testa. A parte Pazzini, che sfrutta un periodo sfavorevole per il Milan, nessuna squadra in Serie A si affida più a questa figura. Dall’Udinese al Catania, è tutta una sfilza di giocatori agili e scattanti (Di Natale, Calaiò, Miccoli) o, in alternativa, di centravanti di peso che sappiano anche dare una mano nella manovra (Denis, Borriello). Resiste ancora il centravanti rapace, d’aria di rigore (Gilardino, Klose, Pellissier), ma il sospetto è che sia una razza destinata a scomparire: troppo dispendioso mantenerla.

Tornando al nostro modulo, comunque, è chiaro che per sfruttarlo al meglio è necessario avere due ali che sappiano aggredire gli spazi. Nella Juve lo fa Lichtsteiner, nel Napoli Maggio, nella Fiorentina ci prova Cuadrado, nell’Udinese Basta. Il problema sorge quando l’altra ala è bloccata e fa il compitino, da terzino classico: Dossena o Mesto, Pasqual o Cassani, Asamoah o De Ceglie, Pasquale o Faraoni non possono e non devono restare bloccati nella loro metà campo o aspettare la palla fra i piedi. Già ci sono tre centrali di difesa: se ci mettiamo anche un terzino che non spinge ci ritroviamo con ben 4 calciatori dallo spiccato spirito difensivo e le occasioni da gol di riducono sensibilmente. E non è un caso se molto spesso, soprattutto con squadre che si difendano ad oltranza, il numero dei tiri in porta di queste squadre è limitato a quelli da fuori area.

E qui avviene la seconda nota dolente: nel calcio moderno, chi si difende è avvantaggiato. Gli spazi si riducono sempre di più e le distanze si coprono con maggior facilità  Una squadra che insegue gli avversari per 90 minuti è sempre più una realtà. E da quando esiste il calcio (e, più recentemente, il Barcelona di Guardiola insegna), la migliore maniera per attaccare chi si chiude è quella di allargare il gioco verso gli esterni.

E qui sorgono i maggiori problemi:

  • gli esterni sopracitati, quando va bene, sanno solo aggredire gli spazi e tecnicamente non riescono a fare cross precisi;
  • anche se ci riuscissero, gli attaccanti veloci e agili si troverebbero a scontrarsi con difensori fisicamente molto più forti;
  • per ovviare a questo inconveniente si devono portare più calciatori è possibile all’interno dell’aria avversaria, lasciano scoperto il centrocampo alle incursioni avversarie;
  • conseguenza di tutto ciò è che si è esposti pericolosamente ai contropiedi avversari.

In definitiva, dunque, il 3-5-2 è un modulo che può dare il meglio di sé contro avversari che giocano a viso aperto e che lasciano spazi. La velocità delle punte e degli esterni può rappresentare una minaccia qualora si trovino spazi vuoti nei quali inserirsi. La superiorità numerica a centrocampo assicura un buon possesso palla e, soprattutto, un recupero veloce del pallone. Tre difensori centrali, anche se non di ottima qualità, assicurano una migliore copertura dei due centrali classici.

I problemi sorgono contro avversari chiusi, nei quali si deve insistere per vie centrali necessariamente intasate. Essendo un modulo molto dispendioso, inoltre, necessita di una preparazione atletica superiore all’avversario e di un apporto di energie continuo nell’arco di tutti e 100 i minuti.

Io continuo a preferire il 4-4-2.


Articolo pubblicato il mercoledì, settembre 26th, 2012 alle 2:05 pm.
Categoria: Calcio.

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