Charles Mingus – The Black Saint And The Sinner Lady (1963)

Categories: '60

Personaggi molli che passeggiano per le strade. Una macchina burocratica che produce rulli di carta sotto forma di ricevute. Il suono di una sirena, in lontananza, che si muove in continuazione da un capo all’altro ricercando quell’anima che una volta aveva e che adesso è andata perduta per sempre. Alle volte un pizzico di umanità […]

Personaggi molli che passeggiano per le strade. Una macchina burocratica che produce rulli di carta sotto forma di ricevute. Il suono di una sirena, in lontananza, che si muove in continuazione da un capo all'altro ricercando quell'anima che una volta aveva e che adesso è andata perduta per sempre. Alle volte un pizzico di umanità trapela fra le urla di quella sirena; è un continuo vagito in cerca di quella nascita che è scomparsa fra i rivoli della memoria, finché questi personaggi molli, una ... Continua a leggere...

BOB DYLAN – Blonde On Blonde – (1966)

Categories: '60, Musica, Recensioni

L’opera di Bob Dylan giunge finalmente a compimento in questo doppio d’autore. Dopo aver contaminato definitivamente la sua canzone con il lavoro eterogeneo di Highway 61 Rivisited, Dylan procede con la sua ricerca di fondamento della qualità sulla quantità e produce un lavoro ricco e ben caratterizzato, pur restando ben alla larga da una profondità […]

L'opera di Bob Dylan giunge finalmente a compimento in questo doppio d'autore. Dopo aver contaminato definitivamente la sua canzone con il lavoro eterogeneo di Highway 61 Rivisited, Dylan procede con la sua ricerca di fondamento della qualità sulla quantità e produce un lavoro ricco e ben caratterizzato, pur restando ben alla larga da una profondità poco più che accennata. Il circo di Blonde On Blonde sorge attorno a "Rainy Day Woman #12 & 35" e si rinforza di continuo ad ogni ... Continua a leggere...

BOB DYLAN – Bringing It All Back Home – (1965)

Categories: '60

Dopo aver ampliamente usurato il folk, Bob Dylan rinnova alquanto la sua proposta e poggia la sua attenzione ad un sound blues più duro e trascinante.Apre la nuova rassegna, un’acre quanto inaspettata “Subterranean Homesick Blues” che rinnova di punto in bianco tutta la tradizione dylaniana ed apre ad inaspettabili scenari eterogenei. Già la successiva “She […]

Dopo aver ampliamente usurato il folk, Bob Dylan rinnova alquanto la sua proposta e poggia la sua attenzione ad un sound blues più duro e trascinante.Apre la nuova rassegna, un'acre quanto inaspettata "Subterranean Homesick Blues" che rinnova di punto in bianco tutta la tradizione dylaniana ed apre ad inaspettabili scenari eterogenei. Già la successiva "She Belongs To Me", infatti, si caratterizza come una gentile ballata arricchita dal suono della chitarra elettrica che le regala corpo e sostanza. La lasciva ... Continua a leggere...

BOB DYLAN – Another Side Of Bob Dylan – (1964)

Categories: '60

Quando credi che finalmente qualcosa stia cambiando nel mondo di Bob Dylan, questi ti fa un gesto rapido e lapidario con la mano e scuote la testa in senso di dissenso. Another Side Of Bob Dylan è, così, l’ennesima collezione di sgradevoli ballate gentilmente buttate fuori dal signor Zimmerman. Più intimista dei precedenti, questo disco […]

Quando credi che finalmente qualcosa stia cambiando nel mondo di Bob Dylan, questi ti fa un gesto rapido e lapidario con la mano e scuote la testa in senso di dissenso. Another Side Of Bob Dylan è, così, l'ennesima collezione di sgradevoli ballate gentilmente buttate fuori dal signor Zimmerman. Più intimista dei precedenti, questo disco manifesta l'impossibilità di Dylan di giocare a fare il singer/songwriter con un registro vocale squillante e acuto per natura. Ogni tentativo di stabilire un rapporto duale ... Continua a leggere...

BOB DYLAN – The Times They Are A-Changin’ – (1964)

Categories: '60

The Times They Are A-Changin’ è, se possibile, anche peggiore di The Freewheelin’ Bob Dylan (1963), ed è tutto dire…In questo nuovo lavoro Dylan ha deciso di lasciare a casa la musica e concentrarsi soprattutto sui testi. Ancora più alienati e noiosi del precedente. É ovvio che il writer americano non ha alcun interesse a […]

The Times They Are A-Changin' è, se possibile, anche peggiore di The Freewheelin' Bob Dylan (1963), ed è tutto dire...In questo nuovo lavoro Dylan ha deciso di lasciare a casa la musica e concentrarsi soprattutto sui testi. Ancora più alienati e noiosi del precedente. É ovvio che il writer americano non ha alcun interesse a far musica, altrimenti non si spiegherebbero gli zero dico zero tentativi di produrre qualche cosa di artisticamente dotato. Si percepisce sensibilmente, piuttosto, il ... Continua a leggere...

THE DOORS – The Soft Parade (1969)

Categories: '60

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THE DOORS – Waiting for the Sun (1968)

Categories: '60

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THE DOORS – Strange Days (1967)

Categories: '60

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TIM BUCKLEY – Tim Buckley – (1966)

Categories: '60

Il debutto di Tim Buckley è quanto di più accademico ci potesse essere. Poco più di mezz’ora per dirci che quest’uomo ha una voce fuori dall’ordinario, e poco altro. Che questo sia un assunto assodato è fuor di dubbio: senza la sua voce altro non sarebbe che un meschino cantore, produttore di noiose brevi suite […]

Il debutto di Tim Buckley è quanto di più accademico ci potesse essere. Poco più di mezz'ora per dirci che quest'uomo ha una voce fuori dall'ordinario, e poco altro. Che questo sia un assunto assodato è fuor di dubbio: senza la sua voce altro non sarebbe che un meschino cantore, produttore di noiose brevi suite di protopsichedelia, aiutato da un gruppo di strumentisti dal valore poco evidenziato se non dal tocco di evidente originalità di ciò che folk non è se non ... Continua a leggere...

THE BEATLES – The Beatles – (1968)

Categories: '60

Immenso (per quantità) minestrone eterogeneo, il white album omonimo dei The Beatles è la dimostrazione della deriva assoluta che può essere raggiunta in mancanza di struttura. Un doppio dalle facce talmente compromesse da poter essere comodamente considerato una raccolta confusa di pensieri più o meno caotici ai quali manca una linea comune, un senimento d’insieme, […]

Immenso (per quantità) minestrone eterogeneo, il white album omonimo dei The Beatles è la dimostrazione della deriva assoluta che può essere raggiunta in mancanza di struttura. Un doppio dalle facce talmente compromesse da poter essere comodamente considerato una raccolta confusa di pensieri più o meno caotici ai quali manca una linea comune, un senimento d'insieme, una coesone formale ed informale. Un bozzetto delle stagioni e dei momenti di vita slegati fra loro dal punto di vista cronologico e mai completamente ricompattati. Coesistono, in ... Continua a leggere...