<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Winnicott &#187; &#8217;80</title>
	<atom:link href="http://www.winnicott.it/category/musica/recensioni/80/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.winnicott.it</link>
	<description>Un blog di Salvatore Torsi</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Nov 2011 15:23:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>THE SMITHS &#8211; Meat Is Murder &#8211; (1985)</title>
		<link>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-smiths-meat-is-murder-1985</link>
		<comments>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-smiths-meat-is-murder-1985#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2006 13:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['80]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-smiths-meat-is-murder-1985</guid>
		<description><![CDATA[Tracklist: 01. Headmaster Ritual 02. Rusholme Ruffians 03. I Want the One I Can&#8217;t Have 04. What She Said 05. That Joke Isn&#8217;t Funny Anymore 06. How Soon Is Now? 07. Nowhere Fast 08. Well I Wonder 09. Barbarism Begins at Home 10. Meat Is Murder La seconda fatica dei The Smiths è sintetizzata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="border-collapse: collapse" bordercolor="#111111" width="100%" id="AutoNumber1">
<tr>
<td width="50%"><img src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf500/f590/f59054heog3.jpg" alt="Meat Is Murder " /></td>
<td width="50%">Tracklist: <font size="1">01. Headmaster Ritual   02. Rusholme Ruffians  03. I Want the One I Can&#8217;t Have  04. What She Said  05. That Joke Isn&#8217;t Funny Anymore  06. How Soon Is Now?           07. Nowhere Fast           08. Well I Wonder           09. Barbarism Begins at Home           10. Meat Is Murder   </font> </td>
</tr>
</table>
<p>La seconda fatica dei The Smiths è sintetizzata in un album decisamente più sfilacciato del precedente.</p>
<p>Il gruppo inglese si è oramai dichiarato, come pop-maker band, certamente più capace di comporre buoni brani piuttosto che riuscire ad amalgamarli tutti in un unico contenitore. La loro attitudine prende forma anche alla luce dell&#8217;ottima scrittura di brani come &#8220;<em>William, It Was Really Nothing</em>&#8221; o &#8220;<em>Heaven Knows I&#8217;m Miserable Now</em>&#8221; o, ancora, &#8220;<em><a href="http://ingenue.mimoza-mak.net/music/The%20Smiths%20-%20Never%20Been%20Kissed%20Soundtrack%20-%2013%20-%20Please%20Please%20Please%20Let%20Me%20Get%20What%20I%20Want.mp3">Please, Please, Please, Let Me Get What I Want</a></em>&#8221; pubblicati nella raccolta <strong>Hatful Of Hollow</strong> (1984), che rappresentano delle piccole perle incastrate in un altro vacuo contenitore.</p>
<p><strong>Meat Is Murder</strong> non riesce mai a prendere forma, irrimediabilmente schiacciato in un calderone ascensionale che soffia fuori la forma dimenticando di inserire dentro allo stampino &#8220;thesmiths&#8221; anche un briciolo di materia prima, che non fa mai troppo male.Gli unici momenti che raggiungono una certo valore estetico sono &#8220;<em>How Soon Is Now</em>&#8221; e la ballabile quanto riuscita &#8220;<em>Barbarism Begins At Home</em>&#8220;; alle loro spalle una serie di stereotipi canticchiati alla loro maniera: autoindulgenti quanto piatti.</p>
<p>Plebaioli!</p>
<p><strong>Voto: 2,5</strong> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-smiths-meat-is-murder-1985/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>THE GUN CLUB &#8211; Fire of Love &#8211; (1981)</title>
		<link>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-gun-club-fire-of-love-1981</link>
		<comments>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-gun-club-fire-of-love-1981#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2006 18:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['80]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-gun-club-fire-of-love-1981</guid>
		<description><![CDATA[I blues non riposano mai. Finché ci sarà un cuore stanco di battere ma un istinto ancora duro a morire, ecco che loro si faranno sentire con più vigore e forza che mai. Lasciati in sospeso in qualche raccordo ferroviario abbandonato, sono stati agganciati ad una locomotiva fantasma e si sono riappropriati della vita, facendosene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://images.amazon.com/images/P/B00004YLBI.01._PE21_SCMZZZZZZZ_.jpg" alt="" /></p>
<p>I blues non riposano mai. Finché ci sarà un cuore stanco di battere ma un istinto ancora duro a morire, ecco che loro si faranno sentire con più vigore e forza che mai. Lasciati in sospeso in qualche raccordo ferroviario abbandonato, sono stati agganciati ad una locomotiva fantasma e si sono riappropriati della vita, facendosene gioco con il loro pungente sarcasmo. 	</p>
<p>Eccoli lì, ghignanti, a pizzicare la batteria in &#8220;<em><a href="http://www.lastcallrecords.com/sound/gun1.rm" target="_blank"><em>Sex Beat</em></a></em>&#8221; per enfatizzare il grado di emergenza lirica al quale sono costretti. Riposano, poi si posano sulla cima di un albero come vecchi corvi per poi volare in picchiata aggredendo, beccando, eccitando. Lo stridere di chitarra che apre &#8220;<a href="http://www.lastcallrecords.com/sound/gun2.rm" target="_blank"><em>Preaching The Blues</em></a>&#8221; è solo l&#8217;antipasto che verrà riproposto ad ogni portata, e sempre più saporito: la locomotiva procede nelle valli desertiche per poi essere aggredita da questo sciame irridente che esaspera i toni fino a produrre un deragliamento urgente. E la corsa pazza fino al burrone dell&#8217;incoscienza. Mentre i blues &#8211; soddisfatti &#8211; festeggiano e si affollano nella mente come particelle impazzite, la scossa nervosa bypassa il basso ventre e finisce alle gambe per poi salire fino agli arti superiori in un impeto sensuale, sessuale, che non porta a nulla di buono. Solo guai. 	</p>
<p>Serve la pausa post-sbronza? Ecchilosà: &#8220;<em><a href="http://www.lastcallrecords.com/sound/gun3.rm" target="_blank">Promise Me</a></em>&#8221; procede con il trascinarsi delle catene spettrali nelle magioni di un corpo mollemente dondolante. La presenza c&#8217;è, e si sente, ma in fin dei conti passa per la porta di dietro, per cui non dà poi tanto disturbo, mentre &#8220;<em><a href="http://www.lastcallrecords.com/sound/gun4.rm" target="_blank">She&#8217;s Like Heroin To Me</a></em>&#8221; rimette in circolo quel sangue che si andava coagulando per l&#8217;ingresso della seconda svestizione. In &#8220;<em>For The Love Of Ivy</em>&#8221; la chitarra apre una porta come se fosse padrona di casa, ma è furtiva, schiva gli sguardi, sembra riflettere l&#8217;immagine de il-gatto-e-la-volpe, ma è invitante e sul suo incedere ci si può lasciar cullare; nel salone ci accoglie una batteria quanto mai tranquilla, come a voler tranquillizzare: improvvisamente dal soffitto sembra precipitare una presenza, ma pare più un&#8217;illusione ottica data dai numerosi specchi presenti in sala, anche se tale impressione si ripresenta regolarmente fino a che non si elicita, esausta, in uno scrosciare di sardonici attacchi dall&#8217;alto con il chiaro intento di sfinire. Lo scopo è quello di assalire, frastornare, investire fino al pieno controllo dei sensi in un&#8217;insalata di varia insanità. C&#8217;è la grazia dei poveri di spirito, l&#8217;immaginazione sull&#8217;intento, l&#8217;intento sull&#8217;esecuzione, che procede a spezzoni, monconi ricuciti che gridano &#8220;identità!&#8221;. E la ricevono. &#8220;<em>Fire Spirit</em>&#8221; è sesso con i propri sensi, masturbazione sessuale per riuscire a far venire fuori i propri demoni interni e scalcarli in un fazzoletto di urla e riff anneganti. Il risveglio dei blues che entrano sotto la pelle e che vanno via &#8211; temporaneamente &#8211; solo inorgogliti da urla e imbarazzanti crepitii. &#8220;<em>Goodbye Johnny</em>&#8221; non è un commiato: è un divertito <em>arrivederci</em>. Da non crederci. </p>
<p>Brivido! </p>
<p><strong>Voto: 7,3</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-gun-club-fire-of-love-1981/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.lastcallrecords.com/sound/gun1.rm" length="207412" type="audio/x-pn-realaudio" />
<enclosure url="http://www.lastcallrecords.com/sound/gun2.rm" length="230361" type="audio/x-pn-realaudio" />
<enclosure url="http://www.lastcallrecords.com/sound/gun3.rm" length="192138" type="audio/x-pn-realaudio" />
<enclosure url="http://www.lastcallrecords.com/sound/gun4.rm" length="184490" type="audio/x-pn-realaudio" />
		</item>
		<item>
		<title>THE SMITHS &#8211; The Smiths (1984)</title>
		<link>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-smiths-the-smiths-1984</link>
		<comments>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-smiths-the-smiths-1984#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2006 22:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['80]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-smiths-the-smiths-1984</guid>
		<description><![CDATA[I The Smiths vengono alla luce con questo lavoro proponendo un pop delicato ed amorfo, figlio di un mood inconcludente ed autoindulgente che schiaccia i contenuti a &#8220;favore&#8221; di una forma accennata il meno possibile. Il sound è decisamente affascinante. La voce del crooner Morrissey riesce ad alternare perfettamente toni alti e gravi, con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf700/f746/f74690iv73v.jpg" alt="The Smiths" />    </p>
<p>I The Smiths vengono alla luce con questo lavoro proponendo un pop delicato ed amorfo, figlio di un mood inconcludente ed autoindulgente che schiaccia i contenuti a &#8220;favore&#8221; di una forma accennata il meno possibile. Il sound è decisamente affascinante. La voce del crooner Morrissey riesce ad alternare perfettamente toni alti e gravi, con le parole che restano per qualche secondo in gola prima di essere emesse all&#8217;esterno. Questo piacevole effetto, però, dura il tempo di uno, forse anche due brani, ma già al terzo decisamente stanca. Giunti a &#8220;<em>Pretty Girls Make Graves</em>&#8221; si comincia ad avere un senso di fastidio misto a noia, perchè un&#8217;eccessiva ridondanza sommerge il disco. </p>
<p>I riff di chitarra sono così ripetitivi che portano ad una lenta e fastidiosa alienazione mentre Morrissey va avanti praticamente per inerzia. Fortunatamente, prima che un attacco suicida investa l&#8217;ascoltatore, &#8220;<em>This Charming Man</em>&#8221; viene in soccorso, alzando decisamente i toni. La musica resta comunque nell&#8217;ambito dei lamenti e della sofferenza interna di Morrissey, ma non più sossurrata ad un popolo che ha la possibilità di ascoltare, questa è quasi imposta, oserei dire quasi &#8220;comunicata&#8221; agli altri. Così anche &#8220;<em>Still Ill</em>&#8220;. Adesso la musica non cerca più di raggiungere un pubblico di pochi &#8220;fortunati&#8221;, prova a raggiungere più persone, si mette quasi alla ricerca di queste. In parte viola anche l&#8217;intimità precedentemente creata per mettersi più al servizio della massa (una massa comunque ingentilita, s&#8217;intende). Viene, così, il capolavoro &#8220;<em>Hand In Glove</em>&#8220;, la rosa del loro debutto che si carica di tinte forti per cantare la felice rabbia dell&#8217;omosessualità di Morrissey, e in una sola canzone riesce a sintetizzare anni ed anni di schiavitù morale. D&#8217;ora in avanti sarà un (breve) crescendo, da &#8220;<em>What Difference Does It Make</em>&#8221; a &#8220;<em>Suffer Little Children</em>&#8220;. </p>
<p>Un debutto chiaroscuro dedicato a quella grande fetta di adolescenti che non si riconosce nella rabbia isterica del punk, ma ha semplicemente bisogno di un pianto autoriflessivo od un urlo gentile. </p>
<p>Delicato! </p>
<p><strong>Voto: 2</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/the-smiths-the-smiths-1984/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SOUNDGARDEN &#8211; Louder Than Love &#8211; (1989)</title>
		<link>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/soundgarden-louder-than-love-1989</link>
		<comments>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/soundgarden-louder-than-love-1989#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2005 23:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['80]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/soundgarden-louder-than-love-1989</guid>
		<description><![CDATA[Louder Than Love rappresenta un leggero slittamento delle attitudini del gruppo di Seattle rispetto al precedente Ultramega OK (1988). Tali attitudini si evidenziano soprattutto dal lato strumentale, nel quale le spinte imitative di Kim Thayil verso il manierismo esasperato di Jimmy Page si fanno sempre più pesanti, mentre la scrittura musicale si vede molto più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf500/f591/f59129j9g3p.jpg" /><strong>Louder Than Love</strong> rappresenta un <em>leggero </em>slittamento delle  attitudini del gruppo di Seattle rispetto al precedente <strong> <a href="http://www.winnicott.it/musica/soundgarden-ultramega-ok-1988">Ultramega OK</a></strong> (1988).</p>
<p>Tali attitudini si evidenziano soprattutto dal lato strumentale, nel quale le spinte imitative di Kim Thayil verso il manierismo esasperato di Jimmy Page si fanno sempre più pesanti, mentre la scrittura musicale si vede molto più vicina alle velleità vocali del cantante Chris Cornell. Per assecondare lo shouter bianco che si diverte a strillare e disgregare la giugulare in un vortice di urla e rigurgiti vocali, le canzoni diventano molto più sospese in un&#8217;atmosfera crepuscolare per poi lasciar esplodere la voce di Cornell, nello stesso identico modo nel quale Jones, Page e Bonham nel &#8217;69 facevano con Plant (&#8220;<em>Loud Love</em>&#8220;, &#8220;<em>No Wrong No Right</em>&#8220;). &#8220;<em>I Awake</em>&#8221; è tutta incentrata sulle sue scenette vocali, libera manifestazione delle scelta di relegare marginalità alle altre componenti e finanche all&#8217;atmosfera che s&#8217;era cercato precedentemente di creare.<strong>Louder Than Love</strong> finisce con l&#8217;essere un&#8217;opera incapsulata ancora nell&#8217;estrema ricerca dei miti del passato e riesce a fatica a manifestarsi come un prodotto proprio dei Soundgarden.</p>
<p>Non che sia chissà cosa, ma almeno si può sentire sul collo un alito un po&#8217; meno stantio.</p>
<p>Flebili!</p>
<p><strong>Voto: 1.5 </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/soundgarden-louder-than-love-1989/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SOUNDGARDEN &#8211; Ultramega OK &#8211; (1988)</title>
		<link>http://www.winnicott.it/musica/soundgarden-ultramega-ok-1988</link>
		<comments>http://www.winnicott.it/musica/soundgarden-ultramega-ok-1988#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2005 12:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['80]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.winnicott.it/musica/soundgarden-ultramega-ok-1988</guid>
		<description><![CDATA[I Soundgarden rappresentano un ritorno deciso verso il vecchio hard-rock che aveva impazzato durante gli anni &#8217;70 grazie alle derivazioni dei Led Zeppelin.Ultramega OK è, così, un riverbero di quelle sonorità esperite in una chiave claustrofobica e decadente di diretta ascendenza osbourniana. La tetra &#8220;665&#8221; mostra tutto il suo sgraziato debito verso il rock satanico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf500/f589/f58970abwgi.jpg" />I Soundgarden rappresentano un ritorno deciso verso il vecchio hard-rock che aveva impazzato durante gli anni &#8217;70 grazie alle derivazioni dei Led  Zeppelin.<strong>Ultramega OK</strong> è, così, un riverbero di quelle  sonorità  esperite in una chiave claustrofobica e decadente di diretta ascendenza osbourniana.  La tetra &#8220;<em>665</em>&#8221; mostra tutto il suo sgraziato debito verso il rock satanico,  così come la successiva &#8220;<em>Beyond The Wheel</em>&#8220;, con la voce di Chris Cornell che parte baritonale e profonda come se stesse recitando un salmo al demonio per poi partire verso urla sguaiate che vanno verso le  profondità  della terra.</p>
<p>I Soundgarden non hanno assolutamente nulla da proporre e di fatti non lo fanno. Il loro  è solo un timido e goffo tentativo di riconciliarsi con l&#8221;ambiente scarno e tetro di un alternativismo malato dell&#8217;hard-rock meno virtuoso e riproporlo per le nuove generazioni desiderose di contro-miti degenerativi, di profeti del <em>thanatos</em>, di messaggeri del nulla. Attraverso le tredici tracce di <strong>Ultramega OK</strong>  si assiste alla solidificazione del vacuo, ad un puro esercizio di stile  compassato, ad un gioco a rimpiattino verso un buco nero musicale.</p>
<p>I Soundgarden sono la manifestazione musicale dell&#8221;inesistente e la loro produzione  è lo specchio immediato di tale vacuità .</p>
<p>Inconsistente!</p>
<p><strong>Voto: 1.0</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.winnicott.it/musica/soundgarden-ultramega-ok-1988/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PIXIES &#8211; Surfer Rosa &#8211; (1988)</title>
		<link>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/pixies-surfer-rosa-1988</link>
		<comments>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/pixies-surfer-rosa-1988#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 1988 08:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['80]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/pixies-surfer-rosa-1988</guid>
		<description><![CDATA[Tracklist: 01. Bone Machine 02. Break My Body 03. Something Against You 04. Broken Face 05. Gigantic 06. River Euphrates 07. Where Is My Mind? 08. Cactus 09. Tony&#8217;s Theme 10. Oh My Golly 11. You Fucking Die! I Said&#8230; 12. Vamos 13. I&#8217;m Amazed 14. Brick Is Red Un album decisamente eccentrico. Nulla è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="border-collapse: collapse" bordercolor="#111111" width="100%" id="AutoNumber1">
<tr>
<td width="50%"><img src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf900/f904/f90430prbmv.jpg" alt="Surfer Rosa" /> </td>
<td width="50%">Tracklist: <font size="1">01. Bone Machine   02. Break My Body  03. Something Against You   04. Broken Face   05. Gigantic   06. River Euphrates           07. Where Is My Mind?           08. Cactus           09. Tony&#8217;s Theme           10. Oh My Golly           11. You Fucking Die! I Said&#8230;          12. Vamos           13. I&#8217;m Amazed           14. Brick Is Red   </font> </td>
</tr>
</table>
<p>Un album decisamente eccentrico.  </p>
<p>Nulla è a posto, niente è scontato o perfetto, tutt&#8217;altro. Una collezione spasmodica di nei, di orologi sul polsino, di finta ignoranza ostentata con l&#8217;orgoglio di chi ignorante non lo è affatto. Un bambino viziato che un giorno si sveglia e decide di metter su musica e, benché abbia capacità per poter conquistare tutti, ha abbastanza autorità da potersi permettere quel che vuole. I quattro, se volessero, potrebbero fare qualsiasi cosa delle note, ma preferiscono scherzarci sopra, prenderle, girarle, palleggiarci e rimetterle a posto. A volte il disco sfiora l&#8217;afonia, la stonatura, l&#8217;inconciliabilità con qualsiasi cosa che si chiami &#8220;musica&#8221;.  </p>
<p>Eppure sono lì, reggono tranquillamente qualunque palco e qualunque platea, perché i giovani si identificano con quella incompiutezza, con questa costante bolla sconclusionata, con la presa in giro sistematica, con l&#8217;irridenza. Poco più di mezz&#8217;ora di rincorsa spasmodica verso un punto di non arrivo. La puntina legge il disco all&#8217;infinito perché tenta in ogni modo di arrivare ad un dunque e questo non arriva, ma non perchè sia posticipato: semplicemente non c&#8217;è. Il conflitto post-adolescenziale raggiunge vette inesplorate e procede imperterrito senza soluzione di continuità. Consigliato per chi lotta ancora con i propri limiti. </p>
<p>Incompiuto! </p>
<p><strong>Voto: 5,0</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/pixies-surfer-rosa-1988/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NICK CAVE &amp; THE BAD SEEDS &#8211; The Firstborn Is Dead &#8211; (1985)</title>
		<link>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/nick-cave-the-bad-seeds-the-firstborn-is-dead-1985</link>
		<comments>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/nick-cave-the-bad-seeds-the-firstborn-is-dead-1985#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 1985 15:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['80]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/nick-cave-the-bad-seeds-the-firstborn-is-dead-1985</guid>
		<description><![CDATA[Tracklist: 01. Tupelo 02. Say Goodbye To The Little Girl Three 03. Train Long-Suffering 04. Black Croa KIng 05. Knockin&#8217; On Joe 06. Wanted Man 07. Blind Lemon Jefferson 08. The Six Strings That Drew Blood 09. Tupelo (Single Version) Seppure abitando i piani alti del grattacielo cavernicolo, The Firstborn Is Dead non riesce a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="border-collapse: collapse" bordercolor="#C0C0C0" width="100%">
<tr>
<td width="50%"><img src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc500/c586/c58674ljs6j.jpg" alt="The Firstborn Is Dead" /></td>
<td width="50%">Tracklist: <font size="1">01. Tupelo 02. Say Goodbye To The Little Girl Three 03. Train Long-Suffering 04. Black Croa KIng 05. Knockin&#8217; On Joe 06. Wanted Man 07. Blind Lemon Jefferson 08. The Six Strings That Drew Blood 09. Tupelo (Single Version)</font></td>
</tr>
</table>
<p>Seppure abitando i piani alti del grattacielo cavernicolo, <strong>The Firstborn Is Dead</strong> non riesce a conquistare e rapire quanto la precedente perla <strong>From Her To Eternity</strong> (1984) e rasenta una sufficienza compositiva stentata. </p>
<p>Contorto ed angosciante, questo lavoro perde la forza del lamento compulsivo in parte già saturato al debutto e, come una grossa pietra, si assesta comodamente attorno al fuoco con le altre colleghe, nobile e fiera ma pur sempre rimpiazzabile. Sebbene sia un macigno, non ha la romantica forza dell&#8217;unicità, non è un pezzo unico e raro ma ripercorre (abilmente, ma è sempre una rivisitazione) uno sterotipo già trattato e lascia la bocca agrodolce. </p>
<p>Questo sasso riesce perfettamente a modellarsi sul modello della precedente pietra sonica, ma lo fa in tono minore, con meno ispirazione ed il maggior ricorso alla citazione, spesso autobiografica. In parole povere un lavoro in parte logoro che ricalca un solco già segnato: una copia che si immette in un circuito emozionale già sperimentato e che avrebbe bisogno di ben altra linfa per poter scorrere senza rimorso alcuno. </p>
<p>Sasso! </p>
<p><strong>Voto: 7/10</strong> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.winnicott.it/musica/recensioni/80/nick-cave-the-bad-seeds-the-firstborn-is-dead-1985/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

