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	<title>Winnicott &#187; Recensioni</title>
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	<description>Un blog di Salvatore Torsi</description>
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		<title>Pithecanthropus Erectus di Charles Mingus (1956)</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 05:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['50]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle caverne più remote esce fuori il Pithecanthropus Erectus. Apre gli occhi: dapprima stupito di essere vivo, diviene poi quasi da subito conscio della normalità del suo essere. E&#8217; un ente predestinato ad un futuro migliore, eppure non se ne cura: trascorre la sua esistenza nell&#8217;hic et nunc della propria quotidianità e tanto gli basta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.rateyourmusic.com/album_images/754.jpg" alt="Pithecanthropus Erectus di Charles Mingus" /></p>
<p>Dalle caverne più remote esce fuori il Pithecanthropus Erectus. Apre gli occhi: dapprima stupito di essere vivo, diviene poi quasi da subito conscio della normalità del suo essere. E&#8217; un ente predestinato ad un futuro migliore, eppure non se ne cura: trascorre la sua esistenza nell&#8217;<em>hic et nunc</em> della propria quotidianità e tanto gli basta. Vive e scopre man mano che prosegue il suo cammino, la sua vera identità: soddisfatta e malata. </p>
<p>Squisitamente visuale, questa musica di <a href="http://www.winnicott.it/discografie-a-z/discografie-m/charles-mingus-discografia-e-recensioni/">Charles Mingus</a> può essere vista, osservata; le immagini si susseguono una dopo l&#8217;altra, hanno un filo logico, una storia, una trama. La musica di Mingus ha tutte le carte in regola per essere considerata alla stregua del cinema, nel suo susseguirsi di senso di immagini alle volte caricaturali, alle volte straordinariamente descrittive. Ma se c&#8217;è qualcosa che può segnare il punto di rottura con il cinema è la cura che viene posta nei dettagli meno significativi, dettagli che prendono corpo e hanno importanza solo in film di scopo (ad esempio nel cinema porno), quando nei blockbaster vengono sostanzialmente tagliati o mai girati perché dati per assodato.</p>
<p>Mingus non dà nulla per assodato: la sua è una storia di personaggi e della loro intima natura. E allora perché tagliare delle parti che riversano d&#8217;interesse? Quando noi la mattina ci svegliamo e senza pensieri andiamo a fare una passeggiate, per noi quello ha importanza perché noi, protagonisti della nostra storia, <strong>viviamo</strong> continuamente la nostra avventura su questa Terra e ci rivediamo nei gesti che compiamo giorno dopo giorno.</p>
<p>No, non c&#8217;è il gusto del <em>voyeurismo</em> in questa musica: c&#8217;è il rispetto dell&#8217;identità, c&#8217;è l&#8217;<strong>esaltazione</strong> dell&#8217;identità. Ognuno noi vive, muore e si dipana galleggiando, affonando i piedi su questa terra e ogni piccolo passo vive con noi. E allora perché regalarlo all&#8217;oblio? No! La straordinarietà della musica di Mingus è in questo suo rifiutarsi di oscurare le parti meno importanti per quelle focali e, anzi, rendere le parti più importanti tali proprio in quanto succedono a fasi di stasi, a fasi di calma, a fasi comuni. Per Mingus il comune non va tralasciato, per lui, piuttosto, il &#8220;comune&#8221; è proprio la base su cui si fonda lo straordinario. </p>
<p>Soffice, frastagliato, terribilmente attuale, <strong>Pithecanthropus Erectus</strong> si erge a cuscino delle scoperte motorie della mente in divenire, si situa nelle membrane immediatamente inferiori alla coscienza e poi pompa all&#8217;inverosimile le sue verità. E tu, figlio di questa realtà, non puoi fare altro che stenderti e lasciarti inoculare il suo vaccino di preconscio e aspettare che faccia effetto.</p>
<p>Potrebbero volerci decenni.</p>
<p>Profetico!</p>
<p><strong>Voto: 7,2/10 </strong></p>
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		<title>Charles Mingus &#8211; The Black Saint And The Sinner Lady (1963)</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 21:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA['60]]></category>

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		<description><![CDATA[Personaggi molli che passeggiano per le strade. Una macchina burocratica che produce rulli di carta sotto forma di ricevute. Il suono di una sirena, in lontananza, che si muove in continuazione da un capo all&#8217;altro ricercando quell&#8217;anima che una volta aveva e che adesso è andata perduta per sempre. Alle volte un pizzico di umanità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copmjc.asp?e=0011105117425&#038;f=B" alt="charles mingus the blach saint and the sinner lady" />Personaggi molli che passeggiano per le strade.<br />
Una macchina burocratica che produce rulli di carta sotto forma di ricevute.<br />
Il suono di una sirena, in lontananza, che si muove in continuazione da un capo all&#8217;altro ricercando quell&#8217;anima che una volta aveva e che adesso è andata perduta per sempre.<br />
Alle volte un pizzico di umanità trapela fra le urla di quella sirena; è un continuo vagito in cerca di quella nascita che è scomparsa fra i rivoli della memoria, finché questi personaggi molli, una volta avvezzi a tale suono, proseguono impavidi la propria passeggiata fra squallide storie d&#8217;amore di puttane rimorchiate fuori dai locali per l&#8217;acidulo ricordo di uno scampolo di piacere che è divenuta meta inconsapevole di una vita che vita più non è.</p>
<p>Poi c&#8217;è il traffico di queste anime. Un sibilo viene via, un sibilo che si riconosce appartenere ad un altro tempo, ad un&#8217;altra realtà. Un sibilo che si staglia dal suo mondo e cerca di richiamare un&#8217;adunata di voci: dapprima risponde un antico ululato alla luna, poi finalmente giunge a raccolta un&#8217;alta moltitudine. E allora ci si lancia verso una corsa disperata per cercare di raccogliere quello che era, per cercare di riprende quella vita che ha riconosciuto, era lì, s&#8217;è manifestata per un&#8217;istante e che si stava per fondersi con le altre voci.</p>
<p>- Vuole favorire, signorina? Si lasci stupire! Ha mai visto un gingolo così angolare? Siamo solo in tre della nostra razza ad averlo così angolare e questo è sicuramente il meglio fornito, non crede?</p>
<p>Veder rimorchiare le figure molli è un&#8217;esperienza comica e ridicola allo stesso tempo.<br />
Il loro corteggiamento potrebbe sfociare nell&#8217;indicibile se non intervenisse un arbitro a dirimere la questione, ma tanto prima o poi loro tre si rincontreranno e sarà di nuovo il tempo dell&#8217;accoppiamento, finché il ritmo le sosterrà. </p>
<p>In effetti, se ci pensiamo, la loro danza d&#8217;accoppiamento può essere un&#8217;esperienza anche alquanto ripetitiva, per nulla straordinaria. Non so se è il caso di aspettare sveglio. Certo che c&#8217;è una leggenda metropolitana che dice che le figure molli non hanno organi riproduttivi: e allora qual è lo scopo dell&#8217;accoppiamento? La perdita <strong>mentale</strong> dell&#8217;erezione! Una sfrenata corsa verso l&#8217;immobilità. E dopo la stasi? </p>
<p>Dopo la stasi il rimpianto, il rimpianto di quando i personaggi molli erano vecchi e poi il ricordo della nascita, un ricordo offuscato dalle ruggini del passato. Quindi, alla fine, la strada è segnata e se anche giungere a qual punto sembra fare una certa paura, non si può che arrivare alla catena di montaggio, una gigantesca macchina per cucire che tesse le trame in modi &#8211; anche &#8211; arzigogolati, inaspettati, poetici.</p>
<p>La trama è lì per essere tessuta, ma poi si sfalda! D&#8217;improvviso perde fili, perde i nastri, perde la struttura. I possenti fischi delle sirene cercano di spalmare le folle e si procede a rotta di collo con un suono frenetico e costante fra continue accelerazioni e decelerazioni. </p>
<p>Opera fortemente visuale e visionaria sulla degenerazione dell&#8217;animo umano con lo scorrere dei tempi, <strong>The Black Saint And The Sinner Lady</strong> si gonfia i polmoni ad ogni passaggio per poi afflosciarsi come un polmone spompato dalle troppe sigarette, in un rivolo di fumi lascivi e di risate sguaiate. Il mondo finirà fra le cosce di una puttana, lì dove è cominciato, ma a noi non spaventa: noi siamo cronisti e guardiamo la realtà dall&#8217;altra parte del foglio. </p>
<p>- Un altro Black Rebois, prego.</p>
<p>E poi il sonno.</p>
<p>Immagine!</p>
<p><strong>Voto: 6,7/10</strong></p>
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		<title>Chris Garneau &#8211; Music for Tourists (2007)</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 16:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000']]></category>

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		<description><![CDATA[Lambendo le atmosfere malinconico-sognanti di O e quelle intimistiche di Elliott Smith, Music for Tourists lascia immergere l&#8217;ascoltatore in un mare di zucchero raffinato che si diluisce solo alla lunga distanza. A volte inconcludente, spesso pregno di dolcezza e sostanza in alcuni momenti che lasciano accapponare la pelle: gli apici di &#8220;Saturday&#8221; e &#8220;Baby&#8217;s Romance&#8220;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.i-am-rock.com/wp-content/uploads/2007/02/music-for-tourists.jpg" alt="tourists" /></p>
<p>Lambendo le atmosfere malinconico-sognanti di <strong><a href="http://www.winnicott.it/musica/recensioni/2000/damien-rice-o-2003">O</a></strong> e quelle intimistiche di Elliott Smith, <strong>Music for Tourists</strong> lascia immergere l&#8217;ascoltatore in un mare di zucchero raffinato che si diluisce solo alla lunga distanza.</p>
<p>A volte inconcludente, spesso pregno di dolcezza e sostanza in alcuni momenti che lasciano accapponare la pelle: gli apici di &#8220;<em>Saturday</em>&#8221; e &#8220;<em>Baby&#8217;s Romance</em>&#8220;, lo zerbino delicato di &#8220;Sad News&#8221;, la soffusa liricità di &#8220;<em>Not Nice</em>&#8221; e, soprattutto, quella intricata di &#8220;Black &#038; Blue&#8221;.</p>
<p><strong>Music for Tourists</strong> è il nuovo sindaco della città del cuore. Eletto all&#8217;unanimità.</p>
<p><strong>Voto: 6,2</strong></p>
<ul>
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</ul>
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		<title>Dalek &#8211; Abandoned Language &#8211; (2007)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2007 15:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000']]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno spieghi ai Dalek che non basta essere ben introdotti negli ambienti della critica musicale per realizzare un buon disco e quanto buono si era potuto fare con From Filthy Tongue of Gods and Griots può tranquillamente frantumarsi, disco dopo disco. Di questo Abandoned Language, d&#8217;altra parte, ci restano solo le possibilità sbiadite di &#8220;Paragraphs [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.i-am-rock.com/wp-content/uploads/2007/02/abandoned-language.jpg" alt="dalek" /></p>
<p>Qualcuno spieghi ai Dalek che non basta essere ben introdotti negli ambienti della critica musicale per realizzare un buon disco e quanto buono si era potuto fare con <strong>From Filthy Tongue of Gods and Griots</strong> può tranquillamente frantumarsi, disco dopo disco.</p>
<p>Di questo <strong>Abandoned Language</strong>, d&#8217;altra parte, ci restano solo le possibilità sbiadite di &#8220;<em>Paragraphs Relentless</em>&#8221; e una quantità industriale (!) di suoni sterili rubati al silenzio. </p>
<p>Ed è subito sera.</p>
<p>Sbadiglio!</p>
<p><strong>Voto: 4,6</strong></p>
<ul>
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</ul>
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		<title>The Fall &#8211; Reformation Post TLC (2007)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2007 12:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000']]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è una filastrocca che va avanti da anni, decenni, che solo la morte può porre fine. E forse neppure quella. &#8220;Over Over!&#8221; è una nenia dalle tinte goliardiche che succhia il midollo dell&#8217;idiozia per sfociare in un mare di non-sense accattivanti. L&#8217;apertura di Reformation post TLC è quanto meno sintomatica del livello di deformità del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.i-am-rock.com/wp-content/uploads/2007/02/reformation-post-tlc.jpg" alt="fall" /></p>
<p>C&#8217;è una filastrocca che va avanti da anni, decenni, che solo la morte può porre fine. E forse neppure quella. &#8220;<em>Over Over!</em>&#8221; è una nenia dalle tinte goliardiche che succhia il midollo dell&#8217;idiozia per sfociare in un mare di non-sense accattivanti.</p>
<p>L&#8217;apertura di <strong>Reformation post TLC</strong> è quanto meno sintomatica del livello di deformità del disco. Una serie di riff tendenziosi accolgono &#8220;<em>Reformation</em>!&#8221; in punta di coltello: io non ci credevo in questo disco, eppure fin da subito mi ha preso per il braccino e mi sta portando dove voleva.</p>
<p>Incontra le mie resistenze, ma me le sfila via una ad una come schegge di legno nel mio orecchio, lasciandomi solo con le avvincenti scariche di &#8220;<em>Fall sound</em>&#8220;, da far ballare le budella fino all&#8217;ultima nota.</p>
<p>Decisamente prolisso in molti punti, caccia fuori dei pezzi squisiti (&#8220;<em>My Door is Never Open</em>&#8220;) che fanno ridestare l&#8217;animo (ah, se non fossero mai esistiti i B52&#8242;s quanta beltà avremmo perso, vero &#8220;<em>The Wright Stuff</em>&#8220;?)</p>
<p>No, niente che resterà per sempre sulle nostre mensole: solo il ghiaccio per i nostri daiquiri pomeridiani <em>post </em>TLC.</p>
<p>Eremo!</p>
<p><strong>Voto: 6</strong></p>
<ul>
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</ul>
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		<title>Dinosaur Jr. &#8211; Beyond (2007)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 18:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000']]></category>

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		<description><![CDATA[Svegliato, svergognato, svilito, eppure di sostanza. L&#8217;abilità di Beyond di coinvolgere nelle parti più intense è seconda solo alle Torri Gemelle di Mirabilandia, per cui pur essendo un prodotto di seconda fascia (o di primo letto), scorre via come una carrozza trainata da aironi. La conferma che con mezza chitarra distorta e un pizzico &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.i-am-rock.com/wp-content/uploads/2007/02/dinosaur-jr.jpg' alt='dinosaur-jr.jpg' /></p>
<p>Svegliato, svergognato, svilito, eppure di sostanza.</p>
<p>L&#8217;abilità di <strong>Beyond </strong>di coinvolgere nelle parti più intense è seconda solo alle Torri Gemelle di Mirabilandia, per cui pur essendo un prodotto di seconda fascia (o di primo letto), scorre via come una carrozza trainata da aironi.</p>
<p>La conferma che con mezza chitarra distorta e un pizzico &#8211; non di più! &#8211; di senso del ritmo, si riesca a confezionare un lavoro quanto meno dignitoso.</p>
<p>Nessun capolavoro, solo qualche spruzzatina di buon senso. </p>
<p>Non è molto, basta accontentarsi.</p>
<p><strong>Voto: 6,1</strong></p>
<ul>
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</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Panda Bear &#8211; Person Pitch (2007)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 14:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000']]></category>

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		<description><![CDATA[Quarant&#8217;anni fuori tempo massimo, alla ricerca di Beach Boys che confezionano un disco fatto di dissimulazioni sfuggevoli e cantilene che svaniscono in progressione. Attraente come una sirena di plastica. Il Panda Bear è un orsacchiotto che ha già esaurito da molto, troppo tempo la sua funzione evolutiva, e adesso è relegato negli angoli della memoria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.i-am-rock.com/wp-content/uploads/2007/01/person-pitch.jpg" alt="panda" /></p>
<p>Quarant&#8217;anni fuori tempo massimo, alla ricerca di Beach Boys che confezionano un disco fatto di dissimulazioni sfuggevoli e cantilene che svaniscono in progressione. Attraente come una sirena di plastica.</p>
<p>Il <strong>Panda Bear</strong> è un orsacchiotto che ha già esaurito da molto, troppo tempo la sua funzione evolutiva, e adesso è relegato negli angoli della memoria, fra un minollo selvatico e un dodo d&#8217;alta quota.</p>
<p>E la vita continua fra rivoli d&#8217;indifferenza.</p>
<p><strong>Voto: 5,5</strong></p>
<ul>
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</ul>
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		<title>Eluvium &#8211; Copia (2007)</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 11:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000']]></category>

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		<description><![CDATA[Soffi poco arguti ma sinceri di modificazioni ambientali impercettibili. Battiti d&#8217;ali di farfalle amazzoniche che non influiscono neppure nella loro vita personale. Tutt&#8217;attorno la stasi incolore d&#8217;un paesaggio sintetico. La colonna sonora dell&#8217;impalpabile. Voto: 5.6]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.i-am-rock.com/wp-content/uploads/2007/01/eluvium.jpg" alt="copia" /></p>
<p>Soffi poco arguti ma sinceri di modificazioni ambientali impercettibili.</p>
<p>Battiti d&#8217;ali di farfalle amazzoniche che non influiscono neppure nella loro vita personale. Tutt&#8217;attorno la stasi incolore d&#8217;un paesaggio sintetico. </p>
<p>La colonna sonora dell&#8217;impalpabile.</p>
<p><strong>Voto: 5.6</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giardini di Miro&#8217; &#8211; Dividing Opinions (2007)</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 22:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000']]></category>

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		<description><![CDATA[Una serie di composizioni che hanno dalla loro l&#8217;unico pregio di saper clonare con una certa precisione le palle tagliate dei Blonde Redhead, ma lì dove la band italo-giapponese colora di tinte pollock-iane, quella di Reggio Emilia appiattisce con pennellate regolari e, spesso, elementari. Ne viene fuori un disco mediocre che corre lungo le rive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.i-am-rock.com/wp-content/uploads/2007/01/dividing-opinions.jpg" alt="" /></p>
<p>Una serie di composizioni che hanno dalla loro l&#8217;unico pregio di saper clonare con una certa precisione le palle tagliate dei Blonde Redhead, ma lì dove la band italo-giapponese colora di tinte pollock-iane, quella di Reggio Emilia appiattisce con pennellate regolari e, spesso, elementari.</p>
<p>Ne viene fuori un disco mediocre che corre lungo le rive per inseguire una barca che scuote nuove spiagge e sconvolge nuovi mondi. </p>
<p><strong>Dividing Opinions</strong>, così, è uno specchio sbiadito di fantasie lontane che sono diventate nenia da nonna. Ed è subito noia.</p>
<p><strong>Voto: 5.2</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.i-am-rock.com/giardini-di-miro-dividing-opinions-2007">Cosa ne pensano gli altri?</a></li>
</ul>
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		<title>Modest Mouse &#8211; We Were Dead Before the Ship Even Sank (2007)</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 11:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Torsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[2000']]></category>

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		<description><![CDATA[Onestamente aspettarsi di peggio da questo lavoro dei Modest Mouse era davvero impensabile. Una serie di suoni senza né capo né coda che si susseguono uno dopo l&#8217;altro senza un minimo spiraglio di cambiamento. Noioso, monocorde, senza nerbo, né classe, We Were Dead Before the Ship Even Sank non è un titolo: è una constatazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.i-am-rock.com/wp-content/uploads/2007/02/we-were-dead-before-the-ship-even-sank.jpg" alt="modest" /></p>
<p>Onestamente aspettarsi di peggio da questo lavoro dei Modest Mouse era davvero impensabile. </p>
<p>Una serie di suoni senza né capo né coda che si susseguono uno dopo l&#8217;altro senza un minimo spiraglio di cambiamento. Noioso, monocorde, senza nerbo, né classe, <strong>We Were Dead Before the Ship Even Sank</strong> non è un titolo: è una constatazione.</p>
<p>D&#8217;altra parte se avessimo voluto una raccolta di b-side dei Cure saremmo andati in un ospedale psichiatrico e non, di certo in un negozio di musica, per cui fatemi un piacere personale: risparmiate questi soldi e andatevi a mangiare una bella pizza. Alla mia salute.</p>
<p><strong>Voto: 1,7</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.i-am-rock.com/modest-mouse-we-were-dead-before-the-ship-even-sank-2007">Cosa ne pensano gli altri?</a></li>
</ul>
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