mar 6, 2007
Categories: 2000'
La nuova, meravigliosa prova di noia forzata che gli Arcade Fire ci regalano anche quest’anno. La cosa più divertente di tutto questo, a dire il vero, è quel senso di volersi prendere tremendamente sul serio con una musica che si dà completamente al proprio ascoltatore. Prima gli assaggini in salsa rosa con ritmo cadenzato, poi [...]
La nuova, meravigliosa prova di noia forzata che gli Arcade Fire ci regalano anche quest'anno.
La cosa più divertente di tutto questo, a dire il vero, è quel senso di volersi prendere tremendamente sul serio con una musica che si dà completamente al proprio ascoltatore.
Prima gli assaggini in salsa rosa con ritmo cadenzato, poi "finalmente" quello che tutti noi vogliamo: la batteria che forza la mano e la voce che sale lassù ad indicarci la strada.
La musica di questo Neon Bible, così, è ... Continua a leggere...
mar 6, 2007
Categories: 2000'
Se non esiste regno che non possa essere eroso con uno scalpellino e non esiste montagna che non possa essere costruita portandovi in cima un granello alla volta, è altrettanto vero che esistono milioni di altri picchi che sono lì ad aspettare solo di essere scavati, e non è necessario, dunque, inventarne di nuovi per [...]
Se non esiste regno che non possa essere eroso con uno scalpellino e non esiste montagna che non possa essere costruita portandovi in cima un granello alla volta, è altrettanto vero che esistono milioni di altri picchi che sono lì ad aspettare solo di essere scavati, e non è necessario, dunque, inventarne di nuovi per sport.
Quello che salva Andracht dal tracollo è, però, la sua capacità di catalizzare continuamente l'attenzione grazie all'applicazione di sottili colpi di coda superficiali, lievi oscillazioni che si ... Continua a leggere...
feb 18, 2007
Categories: 2000'
In un’architettura che si fa e si rifà continuamente in corso d’opera, viviamo gli episodi più magniloquenti di Relationship of Command. Quella tensione coccolata e lasciata sfiatare orizzontalmente in “Arcarsenal” che indica la strada all’ascoltatore. Così in “Pattern Against User“, nella quale i mattoni vengono posti repentinamente uno sull’altro fino alla catartica elevazione verso l’alto [...]
In un'architettura che si fa e si rifà continuamente in corso d'opera, viviamo gli episodi più magniloquenti di Relationship of Command.
Quella tensione coccolata e lasciata sfiatare orizzontalmente in "Arcarsenal" che indica la strada all'ascoltatore. Così in "Pattern Against User", nella quale i mattoni vengono posti repentinamente uno sull'altro fino alla catartica elevazione verso l'alto in un'ascensione atemporale.
Ma c'è un momento, nella musica degli At the Drive-In, in cui la riflessione a caldo ha il sopravvento e si fa vivida argilla che servirà ... Continua a leggere...
ott 10, 2006
Categories: 2000'
Se fossi Charlie Chaplin sparirei e porterei con me tutto quello che ho guadagnato in vita. Se fossi Bob Dylan andrei ad un concorso di imitatori di Chaplin e arriverei terzo, per scelta. Perché ero occupato e ho dovuto mandare Dylan da solo, è finita che questo si è ritrovato, suo malgrado, ad una gara [...]
Se fossi Charlie Chaplin sparirei e porterei con me tutto quello che ho guadagnato in vita. Se fossi Bob Dylan andrei ad un concorso di imitatori di Chaplin e arriverei terzo, per scelta. Perché ero occupato e ho dovuto mandare Dylan da solo, è finita che questo si è ritrovato, suo malgrado, ad una gara di imitazioni di cantati così poco interessanti da risultare noiosi finanche per un carcerato in una cella d'isolamento.
Risulta davvero ... Continua a leggere...
ago 10, 2006
L’opera di Bob Dylan giunge finalmente a compimento in questo doppio d’autore. Dopo aver contaminato definitivamente la sua canzone con il lavoro eterogeneo di Highway 61 Rivisited, Dylan procede con la sua ricerca di fondamento della qualità sulla quantità e produce un lavoro ricco e ben caratterizzato, pur restando ben alla larga da una profondità [...]
L'opera di Bob Dylan giunge finalmente a compimento in questo doppio d'autore. Dopo aver contaminato definitivamente la sua canzone con il lavoro eterogeneo di Highway 61 Rivisited, Dylan procede con la sua ricerca di fondamento della qualità sulla quantità e produce un lavoro ricco e ben caratterizzato, pur restando ben alla larga da una profondità poco più che accennata.
Il circo di Blonde On Blonde sorge attorno a "Rainy Day Woman #12 & 35" e si rinforza di continuo ad ogni ... Continua a leggere...
ago 10, 2006
Categories: '60
Dopo aver ampliamente usurato il folk, Bob Dylan rinnova alquanto la sua proposta e poggia la sua attenzione ad un sound blues più duro e trascinante.Apre la nuova rassegna, un’acre quanto inaspettata “Subterranean Homesick Blues” che rinnova di punto in bianco tutta la tradizione dylaniana ed apre ad inaspettabili scenari eterogenei. Già la successiva “She [...]
Dopo aver ampliamente usurato il folk, Bob Dylan rinnova alquanto la sua proposta e poggia la sua attenzione ad un sound blues più duro e trascinante.Apre la nuova rassegna, un'acre quanto inaspettata "Subterranean Homesick Blues" che rinnova di punto in bianco tutta la tradizione dylaniana ed apre ad inaspettabili scenari eterogenei. Già la successiva "She Belongs To Me", infatti, si caratterizza come una gentile ballata arricchita dal suono della chitarra elettrica che le regala corpo e sostanza. La lasciva ... Continua a leggere...
ago 10, 2006
Categories: '60
Quando credi che finalmente qualcosa stia cambiando nel mondo di Bob Dylan, questi ti fa un gesto rapido e lapidario con la mano e scuote la testa in senso di dissenso. Another Side Of Bob Dylan è, così, l’ennesima collezione di sgradevoli ballate gentilmente buttate fuori dal signor Zimmerman. Più intimista dei precedenti, questo disco [...]
Quando credi che finalmente qualcosa stia cambiando nel mondo di Bob Dylan, questi ti fa un gesto rapido e lapidario con la mano e scuote la testa in senso di dissenso. Another Side Of Bob Dylan è, così, l'ennesima collezione di sgradevoli ballate gentilmente buttate fuori dal signor Zimmerman.
Più intimista dei precedenti, questo disco manifesta l'impossibilità di Dylan di giocare a fare il singer/songwriter con un registro vocale squillante e acuto per natura. Ogni tentativo di stabilire un rapporto duale ... Continua a leggere...
ago 10, 2006
Categories: '60
The Times They Are A-Changin’ è, se possibile, anche peggiore di The Freewheelin’ Bob Dylan (1963), ed è tutto dire…In questo nuovo lavoro Dylan ha deciso di lasciare a casa la musica e concentrarsi soprattutto sui testi. Ancora più alienati e noiosi del precedente. É ovvio che il writer americano non ha alcun interesse a [...]
The Times They Are A-Changin' è, se possibile, anche peggiore di The Freewheelin' Bob Dylan (1963), ed è tutto dire...In questo nuovo lavoro Dylan ha deciso di lasciare a casa la musica e concentrarsi soprattutto sui testi. Ancora più alienati e noiosi del precedente.
É ovvio che il writer americano non ha alcun interesse a far musica, altrimenti non si spiegherebbero gli zero dico zero tentativi di produrre qualche cosa di artisticamente dotato. Si percepisce sensibilmente, piuttosto, il ... Continua a leggere...