morte a venezia di luchino visconti L’estenuante implosione di sentimenti che non riescono mai a prendere corpo. Morte a Venezia è come il suo protagonista: ondivago, rallentato, indeciso. Potrebbero volerci giorni prima che finisca di esalare l’ultimo respiro. La splendida fotografia si infrange contro le altisonanti indecisioni, gli spruzzi di tempi morti, le fiaccole di fotogrammi che portano luce ad una caverna vuota. Un film che si trascina stanco, che soffia il sentimento ma non lo vive mai, che è freddo alle ragioni dello Spirito e si spegne momento dopo momento. Gli unici cambi di passo sono rappresentati dalla colonna sonora, che ha l’ingrato compito di sostenere e sollevare sentimenti che altrimenti sono troppo difficili da narrare. La morte del protagonista, così, è la giocosa e audace pennellata che fa di una crosta un quadro fanciullesco, ma che, in definitiva, rappresenta qualcosa di molto simile ad un atto di amore verso lo spettatore.

Voto 4,8


Articolo pubblicato il martedì, luglio 1st, 2008 alle 5:57 pm.
Categoria: cinema.

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