Rapide rivoluzioni di pianeti che girano attorno ad infiniti Soli, Parnassus è un viaggio magistrale fra sconfinati colori e percezioni che si riflettono e scompongono in finitissimi rivoli fino a disperdersi nell’indistruttibilmente piccolo.

E’ il tempio del gioco e del sogno quando entrambi hanno mezzi finiti ed è lì che i limiti e la forza della pellicola emergono nei loro anacronistici chiaroscuri. Quello che la fotografia dona, lo ruba ad una storia e a dei personaggi accennati quanto basta per fartene desiderare di più, ma altrettanto da peccare di faciloneria e senso di incompiuto.

Stupisce, fa strabuzzare gli occhi, ma non lascia quasi mai a bocca aperta. Manca l’emozione per quasi tutto il film, ammantata da teloni di calda seta rossa con intarsi camaleontici. Ed è un peccato, perchè avrei giurato che se ci fosse stata, staremmo parlando del capolavoro definitivo.

Approssimativo!

Voto: 7


Articolo pubblicato il sabato, novembre 21st, 2009 alle 2:52 am.
Categoria: cinema.

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