| Voto |
Artista |
Titolo del disco |
Commento |
| 6,6 |
Branford Marsalis Quartet |
Metamorphosen |
Un disco che dà il meglio di sè nei toni tenui, lenti, romaticamente melanconici. Quando vuole, sa essere estremamente profondo. |
| 6,6 |
Bill Callahan |
Sometimes I Wish We Were an Eagle |
Posato, profondo, ma con un’aura di leggerezza che ne illumina tutti gli angoli più remoti. |
| 6,4 |
Do Make Say Think |
Other Truths |
Pregevole ricostruzione del tempo perduto. Un flashback di un ricordo che prende forma e si modifica momento dopo momento. Un disco che si può ascoltare ad libitum. |
| 6,3 |
Wilco |
Ashes of American Flags |
Raggiante costruirsi di un suono poco imbrigliato. |
| 6,2 |
Dan Auerbach |
Keep It Hid |
Giocoso e incisivo bussare continuamente al citofono della vita. E scappare. |
| 6,1 |
DM Stith |
Heavy Ghost |
Divertente girandola di suoni malinconici che si risolvono in rivoli di caotico nulla. |
| 6,1 |
Mono |
Hymn to the Immortal Wind |
Lividi di vita che scorrno via come piume posate sulla pelle. |
| 6,0 |
Justin Townes Earle |
Midnight at the Movies |
Carrozzella di suoni che si porta in avanti con lieve e giocosa armonia. Divertissement ben speso. |
| 6,0 |
The Boxer Rebellion |
Union |
Gaudente digestione di suoni semplici innaffiati fino ad essere amplificati con gusto. |
| 5,9 |
A Place To Bury Strangers |
Exploding Head |
Un bel disco con un finale fiacco. Non riescea reggere il climax per tutta la sua durata. Pianta semi che non cresceranno mai. |
| 5,9 |
Blackout Beach |
Skin of Evil |
Petrosa ricostruzione di cocci. |
| 5,8 |
And Also the Trees |
When the Rains Come |
Di una cupezza che spesso affascina, a volte stona. Deve decidersi se vuole avere corpo o spazio: entrambi non ci riesce. |
| 5,7 |
Future of the Left |
Travels With Myself and Another |
Vivido ma evanescente quadretto a tinte troppo tenui. Una maggiore profondità cromatica l’avrebbe reso un capolavoro. |
| 5,4 |
Atlas Sound |
Logos |
Lascivo quel poco che basta, incisivo meno di quanto basti. |
| 5,2 |
The Twilight Sad |
Forget the Night Ahead |
Cupa ma efficace rivisitazione di rabbia giovanile del ventunesimo secolo: nichilismo quasi disperato. Forse è per quel quasi di troppo che non si riesce mai a raggiungere un climax adeguato. |
| 5,0 |
Sonic Youth |
The Eternal |
Divertente ed effervescente opera senza troppi fronzoli. Semplice, alle volte banale, ma leggera. |
| 5,0 |
Bonnie ‘Prince’ Billy |
Beware |
Lavoro di fino per arrivare lì dove vuole. La scarsa naturalezza, però, fa andare il prodotto a male. |
| 5,0 |
Burning Hearts |
Aboa Sleeping |
Spumeggiante concerto poppico con molto rumore e poca sostanza, ma anche gradevole. |
| 4,9 |
Fanfarlo |
Reservoir |
Eterogeeo pompaggio sonoro al quale manca una visione d’insieme che ne delinei una forma e non lo renda una pura e semplice – seppur composita – serie di suoni. |
| 4,9 |
Dinosaur Jr. |
Farm |
Un disco che serve da solida base, ma che non riesce ad emergere nè a tuffarsi verso il cuore e resta solo una superficie. |
| 4,9 |
Alela Diane |
To Be Still |
Alti e bassi di una strascicante litania che sa regalare momenti piacevoli |
| 4,8 |
The Horrors |
Primary Colours |
A volte gotico, a volte tetro, altre volte ammiccante. Un prodotto che finisce con l’avere tanto suono e poca personalità. Lezione di stile. |
| 4,7 |
Animal Collective |
Merriweather Post Pavilion |
Messa di coriandoli lucenti che riflettono false speranze. |
| 4,6 |
Nostalgia 77 |
Nostalgia 77 Sessions feat. Keith & Julie Tippett |
Va bene il ritmo suadente, va bene le proboscidate per alzare la tensione, ma c’è un cattivo odore di chiuso che non riesce proprio a svanire. |
| 4,6 |
Armia |
Der Prozess |
Quando è potente e incisivo è un grande disco. Quando è moscio e ripetitivo è insopportabile. |
| 4,3 |
John Frusciante |
The Empyrean |
Buone idee affogate in un mare di modesta mediocrità. |
| 4,2 |
The Felice Brothers |
Yonder Is the Clock |
Momenti di intensa liricità intervallati da troppi passaggi a vuoto che trasmettono pesantezza senza profondità. |
| 4,2 |
Barzin |
Notes to an Absent Lover |
Passi di momenti commoventi ed intensi ma perpetuati troppo a lungo fino a che non si trasformano in un unico, piatto lamento. |
| 3,9 |
Fever Ray |
Fever Ray |
Pesanti discorsi sulla noia. |
| 3,8 |
The Gathering |
The West Pole |
Un gusto troppo melodrammatico ed enfatico non supportato dalla corretta base emotiva. |
| 3,8 |
Antony & The Johnsons |
The Crying Light |
Pathos senza passione: etimologiamente insopportabile. |
| 3,7 |
Horace Andy & Ashley Beedle |
Inspiration Information |
Il continuo rimbalzare di suoni è di certo rassicurante, ma dopo poco ci si stanca a giocare sempre con lo stesso gioco. |
| 3,7 |
My Latest Novel |
Deaths and Entrances |
La mancanza di contenuti mascherata con rara abilità riempendo l’aria di suono. Fine a se stesso, ma meglio di nulla. |
| 3,6 |
Editors |
In This Light and on This Evening |
Forzature eccessive che sembrano davvero incongruenti con la potenza del suono; quando arriva. |
| 3,6 |
The Antlers |
Hospice |
Un lamenticcio rigurgitante di se stesso. |
| 3,6 |
Hurt |
Goodbye to the Machine |
Potenza, buone intuizioni, poca struttura. |
| 3,6 |
Amesoeurs |
Amesoeurs |
Frequenti ammiccamenti che rendono un’opera, alla fine, un’operetta. |
| 3,6 |
Manchester Orchestra |
Mean Everything to Nothing |
Buoni gli intermezzi più pesanti che danno solidità all’opera. Peccato siano solo intermezzi, perchè quello che vanno a riempire sono solo riffettini scadenti. |
| 3,5 |
Thursday |
Common Existence |
A lungo andare il ruggito di un vecchio leone può anche sembrare semplicemente un colpo di tosse. |
| 3,3 |
Scandinavian Music Group |
Palatkaa Pariisiin! |
Veloce e monotona epica neoromantica. |
| 3,2 |
Buddy & Julie Miller |
Written in Chalk |
Pochi suoni, organizzati senza fare troppo danno, sempre lucidi, poco risolutivi. |
| 3,0 |
Andrew Bird |
Noble Beast |
Un disco che ha la scellerata capacità di trasformare quasi ogni tema in una subdola pantomima onca. |
| 2,9 |
Vienna Teng |
Inland Territory |
Patetiche repliche di sentimenti raccontanti e non sentiti. D’effetto, ma vuoto. |
| 2,9 |
Wobbler |
Afterglow |
Rane frogghesi che si rincorrono per sempre senza mai arrivare a toccarsi. |
| 2,8 |
Return to Forever |
Returns |
Noiosa passeggiata per i soliti vicoli. |
| 2,8 |
Iron and Wine |
Around the Well |
Un momento di riflessione che manca, però, di qualcosa su cui riflettere. |
| 2,8 |
Ramblin’ Jack Elliott |
A Stranger Here |
Una raccolta di prevedibili tiritere con poche note piacevoli. |
| 2,8 |
Grizzly Bear |
Veckatimest |
Deboli spennellate che raramente riescno ad elevarsi oltre l’imbiancata |
| 2,7 |
Soap&Skin |
Lovetune for Vacuum |
Momenti di morte in creatività, intervallati da troppe pause di rimuginazione. |
| 2,6 |
Phoenix |
Wolfgang Amadeus Phoenix |
Movimenti stereotipati che non tolgono nè aggiungono nulla. Arredamento poco costoso. |
| 2,6 |
The Pains of Being Pure at Heart |
The Pains of Being Pure at Heart |
Colla psichedelica a flebile presa. |
| 2,6 |
Phosphorescent |
To Willie |
Si può continuare a giocare per sempre attorno a quel palo o uscire di lì. La prima opzione, per, è esercizio di sterile vita. |
| 2,5 |
Nico Muhly |
The Reader |
Superficiale viandare senza una meta significativa. |
| 2,4 |
Kevin Devine |
Brother’s Blood |
Motivetti tirati troppo alla lunga. Concetti trattati davvero troppo male. |
| 2,4 |
M. Ward |
Hold Time |
Poche imbeccate, ancora meno di valore. |
| 2,4 |
Alicia Keys |
The Element of Freedom |
Un continuo alternarsi fra banalità e cose semplicemente mediocri. |
| 2,4 |
Bat For Lashes |
Two Suns |
COmpassata processuoni di suoni di diversa provenienza ma di dubbia validità. |
| 2,4 |
Laura Gibson |
Beasts of Seasons |
Un disco che soffre in maniera eccessiva di un piattume diffuso.Sfiora i contenuti senza mai affondarci davvero le mani e spreca un sacco di fiato per dire nulla. |
| 2,3 |
Jason Lytle |
Yours Truly, the Commuter |
Il noioso giocare al rimpiattino in un’inutile domenica mattina. |
| 2,2 |
William Basinski |
92982 |
Il rintuppare insidioso del rumore di fondo metropolitano. Che resta tale. |
| 2,2 |
Sleepy Sun |
Embrace |
Il suono che cerca di convincerti con la suadenza perche non può essere sincero. Altrimenti dovrebbe tacere. |
| 2,2 |
Mark Kozelek |
Lost Verses Live |
Inconsistenti ed insistenti rintocchi di campana. |
| 2,2 |
King Creosote |
Flick the Vs |
Quattro note, messe in fila, per un easy-listening di poco disturbo. |
| 2,0 |
Prince |
Lotusflow3r |
Pacchianata dispersiva. |
| 2,0 |
Tara Jane O’Neil |
A Ways Away |
Strascinante e forzato spazzar via la polvere con un raschietto: il risultato è insoddisfacente e la fatica è mostruosa. |
| 2,0 |
The Derek Trucks Band |
Already Free |
Baracche ricostruite così tante volte da essere sempre le stesse. |
| 2,0 |
J. Tillman |
Vacilando Territory Blues |
La pesantezza dei tempi andati. |
| 1,8 |
Eilen Jewell |
Sea of Tears |
Un mare di noia, lagne cadenti e nessuna speranza di vita. |
| 1,6 |
PMMP |
Veden varaan |
Un disco che ama sognare di scenari fantastici a dir poco ingenui. Fa tenerezza. |
| 1,5 |
Cheap Trick |
The Latest |
Motivetti imposti con la forza, ma di scarso spessore. |
| 1,5 |
The Dirty Projectors |
Bitte Orca |
Pot-pourri scomoda e disordinata di suoni di certo non memorabili. |
| 1,4 |
Long Distance Calling |
Avoid the Light |
Fibroso insistere su stilemi fini a sè stessi. |
| 1,3 |
The Decemberists |
The Hazards of Love |
Un coacervo di suoni abbastanza modesti e spesso molesti. |
| 1,3 |
Loney, Dear |
Dear John |
La velocità è la superficialità che prende il sopravvento sugli affetti. |
| 1,3 |
Muse |
The Resistance |
Pioggerellina di suoni che bagnano le orecchie con il fastidio tipico della pioggerellina. |
| 1,2 |
The Thermals |
Now We Can See |
Un suono troppo sforzata che finisce con l’essere una di quelle sparate adolescenziali che finiscono con poca gloria. |
| 1,2 |
J. Tillman |
Year in the Kingdom |
L’insopportabile star fermo dell’inettitudine: muovi il culo e fatti una vita! |
| 1,2 |
Joe Bonamassa |
The Ballad of John Henry |
I graffietti di un gattino che non sa esprimersi altrimenti. |
| 1,2 |
De Staat |
Wait for Evolution |
Prosopopaico e pleonastico slancio affettivo. |
| 1,2 |
Great Lake Swimmers |
Lost Channels |
Il ventre molle della noia. |
| 1,2 |
Asriel |
Unveil |
Canzoni che hanno dalla loro solo il respiro di una cupa spenzieratezza. Poco convincente. |
| 1,2 |
Mark Olson & Gary Louris |
Ready for the Flood |
Così poco da rasentare il nulla. |
| 1,1 |
Panzerballett |
Hart Genossen von Abba bis Zappa |
La messinscena di un’opera plastificata con l’aggravante della ricerca ossessiva del suono omofobico. |
| 1,1 |
Alva Noto |
Xerrox Vol. 2 |
Rintocchi infiniti di un momento che non è neanche così significativo. |
| 1,1 |
The Answer |
Everyday Demons |
Il barboso schiacchiare sull’acceleratore e decelerare senza motivo. |
| 1,1 |
Solar Fields |
Movements |
Deboli soffi di nulla. |
| 1,0 |
Woods |
Songs of Shame |
Infinitesimali sbadigli superficiali e vuoti. |
| 0,9 |
Super Furry Animals |
Dark Days / Light Years |
Goffa messinscena in maschera: imbarazzante. |
| 0,8 |
Danton Eeprom |
Yes Is More |
Poco più di un soundcheck: la vera musica sembra non arrivare mai, e quando lo fa è in netto ritardo. |
| 0,8 |
Jens Unmack |
Dagene løber som heste |
Patetico senza essere profondo; melodrammatico senza essere efficace. |
| 0,8 |
Neko Case |
Middle Cyclone |
Uno di quei dischi pop da ficcarsi direttamente una pallottola in testa. Per pressione. |
| 0.7 |
Uochi Toki |
Libro audio |
Colli rotti di bottiglie molto fini |
| 0,7 |
Bad Habit |
Above and Beyond |
Patetici gorgheggi di sentimenti amplifiati fino all’inverosimile. |
| 0,6 |
Steve Roach |
Dynamic Stillness |
Stasi controllata e riproposta in tutte le salse |
| 0,6 |
Bob Dylan |
Together Through Life |
Patetiche e banali canzoncine che non aggiungono proprio nulla alla noia. |
| 0,6 |
Doves |
Kingdom of Rust |
Collana di suoni terribilimente imbarazzante da indossare. |
| 0,6 |
From Monument to Masses |
On Little Known Frequencies |
Lo scorrere del tempo con del suono dentro. Del suono qualsiasi, intendo. |
| 0,6 |
These Green Eyes |
Relapse to Recovery |
Il graffio di un gatto. Di pezza. |
| 0,4 |
Gazpacho |
Tick Tock |
Trascinato senza essere trascinante, cupo senza essere trasognante: noioso. |
| 0,3 |
Pure Reason Revolution |
Amor Vincit Omnia |
Elettropoppismi della peggior sonnolenza: poca fantasia, stupisce per banalità. |