| Voto |
Autore |
Titolo |
Commento |
| 6,6 |
James Blake |
James Blake |
Un disco virtuosamente rarefatto che regala felici momenti di intensità quando serra le fila e intensifica il ritmo. |
| 6,3 |
Colin Stetson |
New History Warfare Vol. 2: Judges |
Vagiti e rigurgiti di echi lontani che si infrangono contro la nube spessa del tempo attuale e si ritrovano ingloriosi nella loro umanità. |
| 6,3 |
Thurston Moore |
Demolished Thoughts |
Rilassante spaccato della vita dopo la pensione. |
| 6,1 |
Oh No Oh My |
People Problems |
Fresca arietta pre-estiva che dona un leggero benessere. |
| 6,0 |
Joanna Newsom |
Have One on Me |
Fra fresche armonie solipsistiche ed eccessive ripetizioni, sempre in bilico fra estasi e noia. |
| 5,9 |
PJ Harvey |
Let England Shake |
Un disco dalla timida profondità che affiora in superficie con leggero scodinzolamento. Dovrebbe stare più tempo in botti di legno per guadagnarne struttura. Tirato fuori così presto non riesce a rendere al meglio neppure la sua freschezza. |
| 5,8 |
Hey Rosetta! |
Seeds |
Potente quando vuole viaggiare sul tappeto volante, fra discese e salite; più monotono quando sale su tapis roulant e si muove senza spostarsi. |
| 5,0 |
SBTRKT |
SBTRKT |
Suoni forti accompagnati da didascalie tremendamente soprassedibili. Incompiuto. |
| 5,0 |
The Decemberists |
The King Is Dead |
Grandi momenti intervallati da semplice artigianato per riempire la sala d’ingresso. |
| 4,6 |
Panda Bear |
Tomboy |
La pedissequa ripetizione di concetti che si autodeterminano senza che avvenga un arricchimento sostanziale o formale. Una bozza di possibilità inespresse sotto una coltre monotona di promesse. |
| 3,6 |
Beardfish |
Mammoth |
Stucchevole pastiche di banali parti in sequenza. |
| 3,0 |
Beirut |
The Rip Tide |
Non aggiungere nulla, ma dirlo con un buon piglio. |
| 2,6 |
Lykke Li |
Wounded Rhymes |
Irritante quando vuole proporre motivetti orecchiabili, puerile quando si vuole addentrare in profondità. Manca di pathos, consistenza, spessore. E’ qualche minuto giocato a fare l’artista sofferente. |
| 2,3 |
The Kills |
Blood Pressures |
Flebile gioco di musichette. |
| 2,1 |
TV on the Radio |
Nine Types of Light |
Terribile rappresentazione scenica di un po’ di confusione fra le note. Urletti disordinati e tanto, tanto, nulla. |
| 2,0 |
Jamie Woon |
Mirrorwriting |
Passaggi orecchiabili di motivetti canticchiati per strada. Non inquina, ma non lascia nulla di diverso dalla pubblicità. |
| 2,0 |
J Mascis |
Several Shades of Why |
Uno stanco disco di gargarismi con chitarra. |
| 1,8 |
Graveyard |
Hisingen Blues |
Il medesimo sound accelerato e ripetuto allo sfinimento. |
| 1,6 |
Grouper |
A I A |
Un tono rarefatto che disperde il suono e lo rannicchia sotto il tappeto. E’ polvere che non incide. |
| 1,3 |
Washed Out |
Within and Without |
Noiose ripetizioni di toni poco incisivi. |
| 0,8 |
Long Distance Calling |
Long Distance Calling |
Lunghe, lunghissime, estenuanti premesse per arrivare a nulla. |
| 0,8 |
Gruff Rhys |
Hotel Shampoo |
Una serie di motivetti neppure particolarmente orecchiabili. Musica da far girare nell’iPod quando si è lontani dalle cuffie. |