Dischi del 2011

Voto Autore Titolo Commento
6,6 James Blake James Blake Un disco virtuosamente rarefatto che regala felici momenti di intensità quando serra le fila e intensifica il ritmo.
6,3 Colin Stetson New History Warfare Vol. 2: Judges Vagiti e rigurgiti di echi lontani che si infrangono contro la nube spessa del tempo attuale e si ritrovano ingloriosi nella loro umanità.
6,3 Thurston Moore Demolished Thoughts Rilassante spaccato della vita dopo la pensione.
6,1 Oh No Oh My People Problems Fresca arietta pre-estiva che dona un leggero benessere.
6,0 Joanna Newsom Have One on Me Fra fresche armonie solipsistiche ed eccessive ripetizioni, sempre in bilico fra estasi e noia.
5,9 PJ Harvey Let England Shake Un disco dalla timida profondità che affiora in superficie con leggero scodinzolamento. Dovrebbe stare più tempo in botti di legno per guadagnarne struttura. Tirato fuori così presto non riesce a rendere al meglio neppure la sua freschezza.
5,8 Hey Rosetta! Seeds Potente quando vuole viaggiare sul tappeto volante, fra discese e salite; più monotono quando sale su tapis roulant e si muove senza spostarsi.
5,0 SBTRKT SBTRKT Suoni forti accompagnati da didascalie tremendamente soprassedibili. Incompiuto.
5,0 The Decemberists The King Is Dead Grandi momenti intervallati da semplice artigianato per riempire la sala d’ingresso.
4,6 Panda Bear Tomboy La pedissequa ripetizione di concetti che si autodeterminano senza che avvenga un arricchimento sostanziale o formale. Una bozza di possibilità inespresse sotto una coltre monotona di promesse.
3,6 Beardfish Mammoth Stucchevole pastiche di banali parti in sequenza.
3,0 Beirut The Rip Tide Non aggiungere nulla, ma dirlo con un buon piglio.
2,6 Lykke Li Wounded Rhymes Irritante quando vuole proporre motivetti orecchiabili, puerile quando si vuole addentrare in profondità. Manca di pathos, consistenza, spessore. E’ qualche minuto giocato a fare l’artista sofferente.
2,3 The Kills Blood Pressures Flebile gioco di musichette.
2,1 TV on the Radio Nine Types of Light Terribile rappresentazione scenica di un po’ di confusione fra le note. Urletti disordinati e tanto, tanto, nulla.
2,0 Jamie Woon Mirrorwriting Passaggi orecchiabili di motivetti canticchiati per strada. Non inquina, ma non lascia nulla di diverso dalla pubblicità.
2,0 J Mascis Several Shades of Why Uno stanco disco di gargarismi con chitarra.
1,8 Graveyard Hisingen Blues Il medesimo sound accelerato e ripetuto allo sfinimento.
1,6 Grouper A I A Un tono rarefatto che disperde il suono e lo rannicchia sotto il tappeto. E’ polvere che non incide.
1,3 Washed Out Within and Without Noiose ripetizioni di toni poco incisivi.
0,8 Long Distance Calling Long Distance Calling Lunghe, lunghissime, estenuanti premesse per arrivare a nulla.
0,8 Gruff Rhys Hotel Shampoo Una serie di motivetti neppure particolarmente orecchiabili. Musica da far girare nell’iPod quando si è lontani dalle cuffie.