Anno Titolo del Disco 3 4 5 6
1965 Mr. Tambourine Man     5,1  
1965 Turn Turn Turn   4,2    
1966 Fifth Dimension   4,6    
1967 Younger Than Yesterday   4,8    
1968 Notorious Byrd Brothers       6,3
1968 Sweetheart Of The Rodeo     5,2  
1969 Ballad Of The Easy Rider   4,0    
1969 Dr Byrds And Mr Hyde 3,6      
1970 Untitled      5,6  
1971 Byrdmaniax  3,0      
1972 Farther Along 3,0      

Un paio di corde sfavillanti non bastano per fare di Mr. Tambourine Man (1965) un disco poco lagnoso, tant’è che gli episodi più forti sono quelli in cui la batteria pesa e s’impone (“I’ll Feel a Whole Lot Better“) o quelli in cui si dà una virata più decisa verso il ritmo (“Don’t Doubt Yourself, Babe“). In definitiva, Mr Tambourine Man è fondamentalmente un disco che cerca in continuazione di darsi un tono senza mai riuscirci troppo, finendo con lo sfilare via con grande insoddisfazione.

Turn Turn Turn (1966) accentua ancora di più la parte lagnosa della produzione Byrds, finendo per essere un disco semplicemente insopportabile.

Fifth Dimension (1966) cerca di attraversare strade leggermente diverse e spesso compie il salto della pozzanghera in maniera quanto meno proficua, anche se con l’ingenuità di una scolaretta. Alla fine ne viene fuori una sciacquatina di botte, l’imitazione di un vino buono per per palati poco attenti.

Younger Than Yesterday (1967) è l’ingresso in una giungla psichedelica fittizia che si risolve nel monotono mobilificio sotto casa. Decisamente sottostimati episodi come “Mind Gardens“.

Notorious Byrd Brothers (1968) è finalmente un prodotto soddisfacente, che prende tutta l’esperienza accumulata al servizio di un risultato apprezzabile. Le schitarrate fini a sé stesse, in pratica, vengono arricchite di tutto il contenuto lisergico sperimentato in Younger Than Yesterday (1967) e prende vita un disco corposo e fantasioso (negli ovvi limiti, certo).

Sweetheart Of The Rodeo (1968) è una marcia indietro inconsistente verso un classico Nashville folk.

L’unica cosa che riesce a dire Ballad Of The Easy Rider (1969), è che quel briciolo di personalità che avevano i The Byrds è sparita del tutto.

Dr Byrds And Mr Hyde (1969) è un disco di canzoni varie, ma dalla dubbia valenza.

Untitled (1970) nella sua doppia anima live e studio mostra come il meglio, questo gruppo, non può darlo con la semplicità, ma con la vibrante cavalcata live di “Eight Miles High” o con la mistica “Well Come Back Home“.

Byrdmaniax (1970) e Farther Along (1972) sono imbarazzanti raccolte di schizzi senili da crisi di mezza età.