La scorsa puntata aveva avuto inizio con un tremore di Paul. Poteva anche essere dovuto al nervosismo per la precedente telefonata, ma adesso è chiaro: lui sente su di sei i segni della malattia di Parkinson che ha colpito il padre.

L’incontro con la nuova paziente, di per sè, dà ancora poco. Frances è una donna di circa cinquant’anni, un’attrice di teatro che sta attraversano le fasi calanti della propria carriera.

Arriva nello studio di Paul con un problema molto concreto (troppo spesso non riesce a ricordare le battute) e un’attitudine manifesta da prima donna. Si muove nell’ambiente con fare deciso, si sposta da un luogo all’altro, stuzzica Paul sull’offrirle i fiori come segno di benvenuto.

E’ una bella donna, e lo sa di esserlo, anche se la ferisce molto non essere più la più bella. Accenna al fatto che un produttore non voleva neppure ingaggiarla, data l’età, e va su tutte le furie quando Paul accenna la fatto che dimenticare la battute può anche essere un segno del tempo.

Il nodo centrale della cura del sintomo mi sembra essere quello dell’egoismo del quale sembra accusarsi perchè lavora in un momento così duro per la famiglia (la sorella, Patricia, che è stata un’ex paziente di Paul, ha il cancro al seno). Stesso pattern che si venne a creare in precedenza quando era la madre ad essere malata e lei passava la maggior parte del tempo a lavoro. A questa situazione si aggiunge l’egoismo che sembra provare nei confronti della figlia, che l’accusa di negligenza, anche se si protegge dicendo che quest’ultima sta riscrivendo la loro storia e che lei c’era sempre.

frances week one

Paziente ancora molto sulle difensive, ma che spinge Paul a prende la cornetta e chiamare un neurologo. Ottimo esempio di come la relazione terapeutica sia spesso terapeutica su due fronti.


Articolo pubblicato il giovedì, ottobre 28th, 2010 alle 5:01 pm.
Categoria: In Treatment.

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