| Voto |
Autore |
Titolo |
Commento |
| 6,6 |
Sufjan Stevens |
The Age of Adz |
Una scrittura ricca, che raramente scade nell’ampolloso (forse solo nell’ultima forzatissima “Impossibile Soul”), ma che gioca con maestria fra le pareti superficiali della realtà. |
| 6,5 |
Owen Pallett |
Heartland |
Uno yogurt a fragola pieno di pezzi di frutta che nella loro dolcezza lasciano sempre affamati e assetati. Non è una bistecca, ma un ottimo dessert. |
| 6,3 |
Laurie Anderson |
Homeland |
Una mano poco nobile ma piena di dignità che accarezza con goffa disinvoltura. Un’altra mano, altrettanto pesante, schiaffeggia per svegliare. |
| 6,3 |
Kanye West |
My Beautiful Dark Twisted Fantasy |
Là dove la profondità latita, My Beautiful Dark Twisted Fantasy mette una sincera leggerezza che regala comunque una fresca consistenza. |
| 6,1 |
LCD Soundsystem |
This Is Happening |
Divertente girovagare di giorno fra strade nell’ombra. Alla fine ci si sente sicuri, ma un brividino lungo la schiena sale di tanto in tanto. |
| 6,1 |
Janelle Monáe |
The ArchAndroid |
Un disco semplice, ma stratificato che, seppure senza introdurre elementi particolarmente complessi, resta sempre su una patina superiore di specificità. |
| 6,1 |
Four Tet |
There Is Love in You |
Plausibile ricostruzione di come potrebbe essere il suono in una foresta elettronica. |
| 6,0 |
Villagers |
Becoming a Jackal |
Docili e sottili carezze intervallate da note dure che rendono incisiva una formula pensata per palati molli. |
| 6,0 |
Flying Lotus |
Cosmogramma |
17 fili che vanno a comporre un tappeto solido ma incostante, che gira e si rigira su se stesso per mostrare tutti gli angoli. Manca di direzione ed incisività. |
| 6,0 |
Caribou |
Swim |
Leggero trascorrere di suoni su un filo sottile ma resistente. Ipnotico in molti frangenti, sfila via con un’inaspettata leggerezza |
| 6,0 |
Midlake |
The Courage of Others |
Seppur difetta di profondità verticale (e, quindi, riesce poco a raggiungere le profondità dell’anima), è dotato di una notevole penetrazione verticale che ne amplia la portata e riesce ad allargare le maglie dello stupore quel tanto che basta per uscire con un’esclamazione di piacevolezza. In pratica è molto carino. |
| 6,0 |
The National |
High Violet |
Lavoro ordinato e pulito, con pochi bassi e qualche picco di scrittura particolarmente creativa. |
| 6,0 |
The Roots |
How I Got Over |
Equilibrio fra toni leggeri e forzati per un disco d’accompagnamento. |
| 5,6 |
Laura Veirs |
July Flame |
Divertente solletichino che appena cerca di diventare più serio perde smalto e vigore. |
| 5,3 |
Ariel Pink’s Haunted Graffiti |
Before Today |
Sensuale, quando il suono si fa incerto e l’arrangiamento lavora di continuo. Impreciso e forzato quando il suono insiste. |
| 5,2 |
Arcade Fire |
The Suburbs |
Un disco che si regge su un paio di ottimi spunti e poco altro. Man mano che procede perde vigore e guadagna un’innaturale stanchezza. |
| 5,1 |
Errors |
Come Down With Me |
Frizzante giringiro, ma molto lontano dall’essere un vero e proprio walkabout. |
| 5,0 |
Konono N°1 |
Assume Crash Position |
Un divertente rimbalzare in stanze dalle pareti di legno morbido. Poca architettura, poca sostanza, molto movimento. |
| 4,9 |
My Luminaries |
Order From the Chaos |
Belle esplosioni di colori già visti. |
| 4,8 |
Erykah Badu |
New Amerykah Part Two: Return of the Ankh |
Poco incisivo, è un disco che alterna spunti interessanti annegati in un mare di besciamella insapore. |
| 4,7 |
Pantha Du Prince |
Black Noise |
Pallina di gomma dalla superficie irregolare che rimbalza stocasticamente |
| 4,6 |
Eluvium |
Similes |
Lasciarsi rimbalzare fra le pareti vuote non dimostra la profondità: accentua la vacuità. piuttosto. |
| 4,6 |
Le Sang Song |
Le Sang Song |
Un disco di burro nero, che sembra solido ma si scioglie fra le mani. |
| 4,6 |
Liars |
Sisterworld |
Un disco che non ha il dono della pregnanza e disperde quesi rari semi buoni in un oceano di terra salata, con il risultato che cresce, si e no, qualche erbaccia e poco più. |
| 4,2 |
Spoon |
Transference |
Sempre in bilico fra ritmo e soul, non riesce quasi mai ad integrare al meglio queste due parti. |
| 4,0 |
Get Well Soon |
Vexations |
Qualche buon momento quando il ritmo incalza, molto peggio quando tenta un’improbabile introspettiva. |
| 3,8 |
Interpol |
Interpol |
Un lavoro posticcio, che colma l’oscurità di troppe luci e non le concede adeguata profondità. Un maggior cura per l’enfasi gli avrebbe regalato il pathos necessario. Così com’è resta un’opera rigidamente lineare. |
| 3,8 |
Avi Buffalo |
Avi Buffalo |
Finché si tiene su toni bassi mostra tutti i limiti di una scrittura carente. Discorso diverso quando alza il tiro e s’impone con decisione, ma sono solo pochi frammenti |
| 3,8 |
Shearwater |
The Golden Archipelago |
Scava quel poco che basta per scalfire la superficie e quando si trova dall’altro lato non fa che bussare per ritornare dov’era prima. |
| 3,8 |
Corinne Bailey Rae |
The Sea |
Disco che sfiora con delicatezza le corde della anima, ma che non ha continuità e sfocia nella noia. |
| 3,7 |
Blood Red Shoes |
Fire Like This |
Divertente movimentazione di suoni in un’unica, prevedibile, direzione. |
| 3,6 |
Surfer Blood |
Astro Coast |
Qualche bella idea ben accennata, ma con sviluppi mediocri e scontati. |
| 3,6 |
The Album Leaf |
A Chorus of Storytellers |
Per seguire il panorama ci si perde la strada e alla fine si finisce per girare in tondo. In eterno. |
| 3,6 |
Xiu Xiu |
Dear God, I Hate Myself |
Un rimbalzare continuo contro il medesimo muro. |
| 3,6 |
Beach House |
Teen Dream |
La flebile ed eterea vita su una foglia diventa un insopportabile strazio senza bruchi che si insinuano fra le fibre. |
| 3,3 |
Brendan Perry |
Ark |
Un disco che indugia eccessivamente in sfoghi perentori da senilità male accettata. |
| 3,2 |
Roky Erickson with Okkervil River |
True Love Cast Out All Evil |
Un saggio stanco sulle possibilità delle dentiere. |
| 3,2 |
Alasdair Roberts and Friends |
Too Long in This Condition |
Accenni, più che asserzioni. Cenni, più che azioni. |
| 3,2 |
Tom McRae |
The Alphabet of Hurricanes |
Una serie di macchie che, tutte assieme, non fanno un dipinto. |
| 3,2 |
Jaga Jazzist |
One-Armed Bandit |
Particolari vibranti, ma portati in giro troppa a lungo |
| 3,1 |
Toro Y Moi |
Causers of This |
Silicone che si attacca superificialmente alla pelle, ma una volta strofinata se ne va senza troppi problemi. |
| 2,8 |
Warpaint |
The Fool |
Un disco dalle ottime potenzialità inespresse, che finisce con l’essere un semplice collage di suoni alquanto sciapiti. |
| 2,8 |
Goldheart Assembly |
Wolves and Thieves |
Leggere pennellate che assolutamente non lasciano alcun segno. |
| 2,8 |
Adam Green |
Minor Love |
Suono appiccicato con il chewingum: anche quando arriva il dolce, sai che durerà poco. |
| 2,7 |
The Soft Pack |
The Soft Pack |
Suoni piazzati lì con forza, ma rimasti invenduti per mesi. |
| 2,6 |
Seabear |
We Built a Fire |
Disco moscetto con davvero poche accelerazioni. |
| 2,6 |
Vampire Weekend |
Contra |
Un suono indeciso che non sa se vaporizzarsi o imporsi: alla fine ne esce un ibrido che non soddisfa da nessun punto di vista. |
| 2,4 |
Basia Bulat |
Heart of My Own |
Singhiozzante giustapposizione di note. |
| 2,3 |
Field Music |
Measure |
Echi discendenti di checche mai guarite. |
| 2,2 |
Tindersticks |
Falling Down a Mountain |
Non basta rallentare il ritmo per avere intensità fra le pause e vigore in uscita. |
| 2,2 |
Husky Rescue |
Ship of Light |
Un suono etereo con un ritmo marziale finisce col somigliare al gioco di un bambino, più che ad una scalata verso i cieli. |
| 2,1 |
Los Campesinos! |
Romance Is Boring |
Una serie di dolori vaginali. Ma non erano altro che le prime mestruazioni, o forse è il solo il sogno di una bambina. Tanto rumore per nulla, insomma. |
| 2,0 |
Retribution Gospel Choir |
2 |
Se vuoi dire CAZZO!, dillo senza girarci troppo attorno. Se vuoi raccogliere fiorellini, invece, fallo senza fingere di avere la Tourette. Prendi una decisione tua, insomma. |
| 1,8 |
Jack Rose |
Luck in the Valley |
Ripetizioni e banalizzazioni in forma breve |
| 1,8 |
Eels |
End Times |
Compassato lamento fastidiosamente monocorde. E quando non lo è, è semplicemente patetico. |
| 1,6 |
First Aid Kit |
The Big Black and the Blue |
Canzoncine che si trascinano con un esecrabile sottofondo di fastidio agli arti. |
| 1,6 |
Delphic |
Acolyte |
Successione di tempi separati tenuti assieme con una colla da discount. Manca continuità, vigore e un concetto di fondo. Resta un blando divertissement. |
| 1,6 |
Wire |
Red Barked Tree |
Manifestazioni dell’incertezza giovanile senza avere le palle di sprofondare nell’irresolubile. Ne viene fuori una versione finto-fascinosa che proprio non convince. |
| 1,4 |
The Tallest Man on Earth |
The Wild Hunt |
Superficiale disamina dell’attualità da una scatola di fiammiferi. |
| 1,3 |
Ellie Goulding |
Lights |
Ingenuo sbattere alternato di ciglia e gomiti. |
| 1,3 |
Massive Attack |
Heligoland |
Terribile messinscena di suoni posticci. |
| 1,3 |
Tocotronic |
Schall und Wahn |
Rockettino finanche orecchiabile, ma eccessivamente scontato |
| 1,3 |
Arnaud Fleurent-Didier |
La reproduction |
Poppettino insignificante |
| 1,3 |
Alcest |
Écailles de lune |
Magari ha anche qualcosa da dire quando l’atmosfera si mantiene eterea, ma appena accelera il ritmo si evince il nulla al nero di seppia sbiadito. |
| 1,2 |
These New Puritans |
Hidden |
Ovunque questo disco ti faccia girare, non vedrai mai un volto sorridente, ma una parete di mattoni scalcinati. |
| 1,2 |
Lindstrøm & Christabelle |
Real Life Is No Cool |
Incerta e sforzata giustapposizione di suoni che meritavano tutt’altra strutturazione, meno superficiale e sciatta. |
| 1,1 |
Yeasayer |
Odd Blood |
Non basta lanciare un lamento a caso per smuovere la coscienza. Basterebbe anche solo assestare un unico colpo risolutivo. |
| 1,0 |
The American Dollar |
Atlas |
Grani di sabbia lanciati qua e là non diventano perle per intercessione dei Santi. |
| 1,0 |
A Silver Mt. Zion |
Kollaps Tradixionales |
Guaiti da febbre che aggiungono solo rumore di fondo. |
| 1,0 |
The Magnetic Fields |
Realism |
Canzoni pennellate quel poco che basta per non farti sospettare di esserti addormentato con la radio accesa ed aver sognato tutta questa confusione sterile. |
| 0,9 |
CHEW LiPS |
Unicorn |
Affronta il tempo atmosferico con disinvoltura, ma esce ammaccato ogni volta. Buio quasi totale. |
| 0,8 |
The Unwinding Hours |
The Unwinding Hours |
Lenta processione di suono vano. |
| 0,7 |
Marina & The Diamonds |
The Family Jewels |
Vagiti di fondi di vetro mal riusciti. |
| 0,6 |
The Android Angel |
Glow Worm |
Due riffettini messi lì per non far urlare allo scandalo. |
| 0,4 |
Nothink |
Hidden State |
Giovenile dimostrazione di un qualcosa. Ottiene esattamente il risultato sperato. |
| 0,4 |
Katharine McPhee |
Unbroken |
Suoni messi lì per impressionare un batuffolo di peli in una stanza disabitata. E non ci riescono nemmeno tanto spesso. |
| 0,2 |
Of Mice & Men |
Of Mice & Men |
Tra uno sbadiglio ed un altro, dimenticano che lo scopo dovrebbe essere dormire, e non mostrare la gola. |
| 0,2 |
Broken Bells |
Broken Bells |
Ma non avevamo finito con queste insopportabili successioni di suoni alla Magix? No, perchè non c’è proprio nulla da salvare qui. Davvero. |