Dischi del 2010

Voto Autore Titolo Commento
6,5 Owen Pallett Heartland Uno yogurt a fragola pieno di pezzi di frutta che nella loro dolcezza lasciano sempre affamati e assetati. Non è una bistecca, ma un ottimo dessert.
6,1 Four Tet There Is Love in You Plausibile ricostruzione di come potrebbe essere il suono in una foresta elettronica.
6,0 Midlake The Courage of Others Seppur difetta di profondità verticale (e, quindi, riesce poco a raggiungere le profondità dell’anima), è dotato di una notevole penetrazione verticale che ne amplia la portata e riesce ad allargare le maglie dello stupore quel tanto che basta per uscire con un’esclamazione di piacevolezza. In pratica è molto carino.
5,6 Laura Veirs July Flame Divertente solletichino che appena cerca di diventare più serio perde smalto e vigore.
5,1 Errors Come Down With Me Frizzante giringiro, ma molto lontano dall’essere un vero e proprio walkabout.
4,9 My Luminaries Order From the Chaos Belle esplosioni di colori già visti.
4,7 Pantha Du Prince Black Noise Pallina di gomma dalla superficie irregolare che rimbalza stocasticamente
4,6 Eluvium Similes Lasciarsi rimbalzare fra le pareti vuote non dimostra la profondità: accentua la vacuità. piuttosto.
4,6 Le Sang Song Le Sang Song Un disco di burro nero, che sembra solido ma si scioglie fra le mani.
4,6 Liars Sisterworld Un disco che non ha il dono della pregnanza e disperde quesi rari semi buoni in un oceano di terra salata, con il risultato che cresce, si e no, qualche erbaccia e poco più.
4,2 Spoon Transference Sempre in bilico fra ritmo e soul, non riesce quasi mai ad integrare al meglio queste due parti.
4,0 Get Well Soon Vexations Qualche buon momento quando il ritmo incalza, molto peggio quando tenta un’improbabile introspettiva.
3,8 Shearwater The Golden Archipelago Scava quel poco che basta per scalfire la superficie e quando si trova dall’altro lato non fa che bussare per ritornare dov’era prima.
3,8 Corinne Bailey Rae The Sea Disco che sfiora con delicatezza le corde della anima, ma che non ha continuità e sfocia nella noia.
3,6 Surfer Blood Astro Coast Qualche bella idea ben accennata, ma con sviluppi mediocri e scontati.
3,6 The Album Leaf A Chorus of Storytellers Per seguire il panorama ci si perde la strada e alla fine si finisce per girare in tondo. In eterno.
3,6 Xiu Xiu Dear God, I Hate Myself Un rimbalzare continuo contro il medesimo muro.
3,6 Beach House Teen Dream La flebile ed eterea vita su una foglia diventa un insopportabile strazio senza bruchi che si insinuano fra le fibre.
3,2 Tom McRae The Alphabet of Hurricanes Una serie di macchie che, tutte assieme, non fanno un dipinto.
3,2 Jaga Jazzist One-Armed Bandit Particolari vibranti, ma portati in giro troppa a lungo
3,1 Toro Y Moi Causers of This Silicone che si attacca superificialmente alla pelle, ma una volta strofinata se ne va senza troppi problemi.
2,8 Adam Green Minor Love Suono appiccicato con il chewingum: anche quando arriva il dolce, sai che durerà poco.
2,7 The Soft Pack The Soft Pack Suoni piazzati lì con forza, ma rimasti invenduti per mesi.
2,6 Seabear We Built a Fire Disco moscetto con davvero poche accelerazioni.
2,6 Vampire Weekend Contra Un suono indeciso che non sa se vaporizzarsi o imporsi: alla fine ne esce un ibrido che non soddisfa da nessun punto di vista.
2,3 Field Music Measure Echi discendenti di checche mai guarite.
2,2 Tindersticks Falling Down a Mountain Non basta rallentare il ritmo per avere intensità fra le pause e vigore in uscita.
2,2 Husky Rescue Ship of Light Un suono etereo con un ritmo marziale finisce col somigliare al gioco di un bambino, più che ad una scalata verso i cieli.
2,1 Los Campesinos! Romance Is Boring Una serie di dolori vaginali. Ma non erano altro che le prime mestruazioni, o forse è il solo il sogno di una bambina. Tanto rumore per nulla, insomma.
2,0 Retribution Gospel Choir 2 Se vuoi dire CAZZO!, dillo senza girarci troppo attorno. Se vuoi raccogliere fiorellini, invece, fallo senza fingere di avere la Tourette. Prendi una decisione tua, insomma.
1,8 Eels End Times Compassato lamento fastidiosamente monocorde. E quando non lo è, è semplicemente patetico.
1,6 First Aid Kit The Big Black and the Blue Canzoncine che si trascinano con un esecrabile sottofondo di fastidio agli arti.
1,6 Delphic Acolyte Successione di tempi separati tenuti assieme con una colla da discount. Manca continuita, vigore e un concetto di fondo. Resta un blando divertissement.
1,3 Massive Attack Heligoland Terribile messinscena di suoni posticci.
1,3 Tocotronic Schall und Wahn Rockettino finanche orecchiabile, ma eccessivamente scontato
1,3 Arnaud Fleurent-Didier La reproduction Poppettino insignificante
1,2 These New Puritans Hidden Ovunque questo disco ti faccia girare, non vedrai mai un volto sorridente, ma una parete di mattoni scalcinati.
1,2 Lindstrøm & Christabelle Real Life Is No Cool Incerta e sforzata giustapposizione di suoni che meritavano tutt’altra strutturazione, meno superficiale e sciatta.
1,1 Yeasayer Odd Blood Non basta lanciare un lamento a caso per smuovere la coscienza. Basterebbe anche solo assestare un unico colpo risolutivo.
1,0 The American Dollar Atlas Grani di sabbia lanciati qua e là non diventano perle per intercessione dei Santi.
1,0 A Silver Mt. Zion Kollaps Tradixionales Guaiti da febbre che aggiungono solo rumore di fondo.
1,0 The Magnetic Fields Realism Canzoni pennellate quel poco che basta per non farti sospettare di esserti addormentato con la radio accesa ed aver sognato tutta questa confusione sterile.
0,8 The Unwinding Hours The Unwinding Hours Lenta processione di suono vano.
0,6 The Android Angel Glow Worm Due riffettini messi lì per non far urlare allo scandalo.
0,4 Katharine McPhee Unbroken Suoni messi lì per impressionare un batuffolo di peli in una stanza disabitata. E non ci riescono nemmeno tanto spesso.
0,2 Broken Bells Broken Bells Ma non avevamo finito con queste insopportabili successioni di suoni alla Magix? No, perchè non c’è proprio nulla da salvare qui. Davvero.