Dischi del 2010

Voto Autore Titolo Commento
7.4 Death in June Peaceful Snow Cupo, tetro, profondo. Ricco di vibranti momenti di intimità eppure così distaccato da formare un gelido mondo a parte.
6,6 Sufjan Stevens The Age of Adz Una scrittura ricca, che raramente scade nell’ampolloso (forse solo nell’ultima forzatissima “Impossibile Soul”), ma che gioca con maestria fra le pareti superficiali della realtà.
6,5 Owen Pallett Heartland Uno yogurt a fragola pieno di pezzi di frutta che nella loro dolcezza lasciano sempre affamati e assetati. Non è una bistecca, ma un ottimo dessert.
6,3 Laurie Anderson Homeland Una mano poco nobile ma piena di dignità che accarezza con goffa disinvoltura. Un’altra mano, altrettanto pesante, schiaffeggia per svegliare.
6,3 Kanye West My Beautiful Dark Twisted Fantasy Là dove la profondità latita, My Beautiful Dark Twisted Fantasy mette una sincera leggerezza che regala comunque una fresca consistenza.
6,1 LCD Soundsystem This Is Happening Divertente girovagare di giorno fra strade nell’ombra. Alla fine ci si sente sicuri, ma un brividino lungo la schiena sale di tanto in tanto.
6,1 Janelle Monáe The ArchAndroid Un disco semplice, ma stratificato che, seppure senza introdurre elementi particolarmente complessi, resta sempre su una patina superiore di specificità.
6,1 Four Tet There Is Love in You Plausibile ricostruzione di come potrebbe essere il suono in una foresta elettronica.
6,0 Villagers Becoming a Jackal Docili e sottili carezze intervallate da note dure che rendono incisiva una formula pensata per palati molli.
6,0 Flying Lotus Cosmogramma 17 fili che vanno a comporre un tappeto solido ma incostante, che gira e si rigira su se stesso per mostrare tutti gli angoli. Manca di direzione ed incisività.
6,0 Caribou Swim Leggero trascorrere di suoni su un filo sottile ma resistente. Ipnotico in molti frangenti, sfila via con un’inaspettata leggerezza
6,0 Midlake The Courage of Others Seppur difetta di profondità verticale (e, quindi, riesce poco a raggiungere le profondità dell’anima), è dotato di una notevole penetrazione verticale che ne amplia la portata e riesce ad allargare le maglie dello stupore quel tanto che basta per uscire con un’esclamazione di piacevolezza. In pratica è molto carino.
6,0 The National High Violet Lavoro ordinato e pulito, con pochi bassi e qualche picco di scrittura particolarmente creativa.
6,0 The Roots How I Got Over Equilibrio fra toni leggeri e forzati per un disco d’accompagnamento.
5,6 Laura Veirs July Flame Divertente solletichino che appena cerca di diventare più serio perde smalto e vigore.
5,3 Ariel Pink’s Haunted Graffiti Before Today Sensuale, quando il suono si fa incerto e l’arrangiamento lavora di continuo. Impreciso e forzato quando il suono insiste.
5,2 Arcade Fire The Suburbs Un disco che si regge su un paio di ottimi spunti e poco altro. Man mano che procede perde vigore e guadagna un’innaturale stanchezza.
5,1 Errors Come Down With Me Frizzante giringiro, ma molto lontano dall’essere un vero e proprio walkabout.
5,0 Konono N°1 Assume Crash Position Un divertente rimbalzare in stanze dalle pareti di legno morbido. Poca architettura, poca sostanza, molto movimento.
4,9 My Luminaries Order From the Chaos Belle esplosioni di colori già visti.
4,8 Erykah Badu New Amerykah Part Two: Return of the Ankh Poco incisivo, è un disco che alterna spunti interessanti annegati in un mare di besciamella insapore.
4,7 Pantha Du Prince Black Noise Pallina di gomma dalla superficie irregolare che rimbalza stocasticamente
4,6 Eluvium Similes Lasciarsi rimbalzare fra le pareti vuote non dimostra la profondità: accentua la vacuità. piuttosto.
4,6 Le Sang Song Le Sang Song Un disco di burro nero, che sembra solido ma si scioglie fra le mani.
4,6 Liars Sisterworld Un disco che non ha il dono della pregnanza e disperde quesi rari semi buoni in un oceano di terra salata, con il risultato che cresce, si e no, qualche erbaccia e poco più.
4,2 Spoon Transference Sempre in bilico fra ritmo e soul, non riesce quasi mai ad integrare al meglio queste due parti.
4,0 Get Well Soon Vexations Qualche buon momento quando il ritmo incalza, molto peggio quando tenta un’improbabile introspettiva.
3,8 Interpol Interpol Un lavoro posticcio, che colma l’oscurità di troppe luci e non le concede adeguata profondità. Un maggior cura per l’enfasi gli avrebbe regalato il pathos necessario. Così com’è resta un’opera rigidamente lineare.
3,8 Avi Buffalo Avi Buffalo Finché si tiene su toni bassi mostra tutti i limiti di una scrittura carente. Discorso diverso quando alza il tiro e s’impone con decisione, ma sono solo pochi frammenti
3,8 Shearwater The Golden Archipelago Scava quel poco che basta per scalfire la superficie e quando si trova dall’altro lato non fa che bussare per ritornare dov’era prima.
3,8 Corinne Bailey Rae The Sea Disco che sfiora con delicatezza le corde della anima, ma che non ha continuità e sfocia nella noia.
3,7 Blood Red Shoes Fire Like This Divertente movimentazione di suoni in un’unica, prevedibile, direzione.
3,6 Surfer Blood Astro Coast Qualche bella idea ben accennata, ma con sviluppi mediocri e scontati.
3,6 The Album Leaf A Chorus of Storytellers Per seguire il panorama ci si perde la strada e alla fine si finisce per girare in tondo. In eterno.
3,6 Xiu Xiu Dear God, I Hate Myself Un rimbalzare continuo contro il medesimo muro.
3,6 Beach House Teen Dream La flebile ed eterea vita su una foglia diventa un insopportabile strazio senza bruchi che si insinuano fra le fibre.
3,3 Brendan Perry Ark Un disco che indugia eccessivamente in sfoghi perentori da senilità male accettata.
3,2 Roky Erickson with Okkervil River True Love Cast Out All Evil Un saggio stanco sulle possibilità delle dentiere.
3,2 Alasdair Roberts and Friends Too Long in This Condition Accenni, più che asserzioni. Cenni, più che azioni.
3,2 Tom McRae The Alphabet of Hurricanes Una serie di macchie che, tutte assieme, non fanno un dipinto.
3,2 Jaga Jazzist One-Armed Bandit Particolari vibranti, ma portati in giro troppa a lungo
3,1 Toro Y Moi Causers of This Silicone che si attacca superificialmente alla pelle, ma una volta strofinata se ne va senza troppi problemi.
2,8 Warpaint The Fool Un disco dalle ottime potenzialità inespresse, che finisce con l’essere un semplice collage di suoni alquanto sciapiti.
2,8 Goldheart Assembly Wolves and Thieves Leggere pennellate che assolutamente non lasciano alcun segno.
2,8 Adam Green Minor Love Suono appiccicato con il chewingum: anche quando arriva il dolce, sai che durerà poco.
2,7 The Soft Pack The Soft Pack Suoni piazzati lì con forza, ma rimasti invenduti per mesi.
2,6 Seabear We Built a Fire Disco moscetto con davvero poche accelerazioni.
2,6 Vampire Weekend Contra Un suono indeciso che non sa se vaporizzarsi o imporsi: alla fine ne esce un ibrido che non soddisfa da nessun punto di vista.
2,4 Basia Bulat Heart of My Own Singhiozzante giustapposizione di note.
2,3 Field Music Measure Echi discendenti di checche mai guarite.
2,2 Tindersticks Falling Down a Mountain Non basta rallentare il ritmo per avere intensità fra le pause e vigore in uscita.
2,2 Husky Rescue Ship of Light Un suono etereo con un ritmo marziale finisce col somigliare al gioco di un bambino, più che ad una scalata verso i cieli.
2,1 Los Campesinos! Romance Is Boring Una serie di dolori vaginali. Ma non erano altro che le prime mestruazioni, o forse è il solo il sogno di una bambina. Tanto rumore per nulla, insomma.
2,0 Retribution Gospel Choir 2 Se vuoi dire CAZZO!, dillo senza girarci troppo attorno. Se vuoi raccogliere fiorellini, invece, fallo senza fingere di avere la Tourette. Prendi una decisione tua, insomma.
1,8 Jack Rose Luck in the Valley Ripetizioni e banalizzazioni in forma breve
1,8 Eels End Times Compassato lamento fastidiosamente monocorde. E quando non lo è, è semplicemente patetico.
1,6 First Aid Kit The Big Black and the Blue Canzoncine che si trascinano con un esecrabile sottofondo di fastidio agli arti.
1,6 Delphic Acolyte Successione di tempi separati tenuti assieme con una colla da discount. Manca continuità, vigore e un concetto di fondo. Resta un blando divertissement.
1,6 Wire Red Barked Tree Manifestazioni dell’incertezza giovanile senza avere le palle di sprofondare nell’irresolubile. Ne viene fuori una versione finto-fascinosa che proprio non convince.
1,4 The Tallest Man on Earth The Wild Hunt Superficiale disamina dell’attualità da una scatola di fiammiferi.
1,3 Ellie Goulding Lights Ingenuo sbattere alternato di ciglia e gomiti.
1,3 Massive Attack Heligoland Terribile messinscena di suoni posticci.
1,3 Tocotronic Schall und Wahn Rockettino finanche orecchiabile, ma eccessivamente scontato
1,3 Arnaud Fleurent-Didier La reproduction Poppettino insignificante
1,3 Alcest Écailles de lune Magari ha anche qualcosa da dire quando l’atmosfera si mantiene eterea, ma appena accelera il ritmo si evince il nulla al nero di seppia sbiadito.
1,2 These New Puritans Hidden Ovunque questo disco ti faccia girare, non vedrai mai un volto sorridente, ma una parete di mattoni scalcinati.
1,2 Lindstrøm & Christabelle Real Life Is No Cool Incerta e sforzata giustapposizione di suoni che meritavano tutt’altra strutturazione, meno superficiale e sciatta.
1,1 Yeasayer Odd Blood Non basta lanciare un lamento a caso per smuovere la coscienza. Basterebbe anche solo assestare un unico colpo risolutivo.
1,0 The American Dollar Atlas Grani di sabbia lanciati qua e là non diventano perle per intercessione dei Santi.
1,0 A Silver Mt. Zion Kollaps Tradixionales Guaiti da febbre che aggiungono solo rumore di fondo.
1,0 The Magnetic Fields Realism Canzoni pennellate quel poco che basta per non farti sospettare di esserti addormentato con la radio accesa ed aver sognato tutta questa confusione sterile.
0,9 CHEW LiPS Unicorn Affronta il tempo atmosferico con disinvoltura, ma esce ammaccato ogni volta. Buio quasi totale.
0,8 The Unwinding Hours The Unwinding Hours Lenta processione di suono vano.
0,7 Marina & The Diamonds The Family Jewels Vagiti di fondi di vetro mal riusciti.
0,6 The Android Angel Glow Worm Due riffettini messi lì per non far urlare allo scandalo.
0,4 Nothink Hidden State Giovenile dimostrazione di un qualcosa. Ottiene esattamente il risultato sperato.
0,4 Katharine McPhee Unbroken Suoni messi lì per impressionare un batuffolo di peli in una stanza disabitata. E non ci riescono nemmeno tanto spesso.
0,2 Of Mice & Men Of Mice & Men Tra uno sbadiglio ed un altro, dimenticano che lo scopo dovrebbe essere dormire, e non mostrare la gola.
0,2 Broken Bells Broken Bells Ma non avevamo finito con queste insopportabili successioni di suoni alla Magix? No, perchè non c’è proprio nulla da salvare qui. Davvero.