Come dire: gettare le perle ai porci.

Alexia è una cantante che ha voce (niente da ridire su questo) e si diverte spesso e volentieri a marcare questa sua caratteristica con forzate inflessioni soul. Sfruttare i mezzi tecnici è una delle cose più difficile da fare in questi tempi (non solo in musica) e quando non ci si riesce il rimpianto è forte. Il contenitore “Alexia” non serve assolutamente a nulla se viene usato per trasportare stupidi motivetti usa e getta senza né capo né coda. L’unico pezzo che si salva è quello che le ha permesso di vincere il Festival di Sanremo (“Per Dire Di No“) ed Alexia cerca di ricamarci il più possibile riproponendolo anche nel finale.

Questo è uno dei lavori peggiori che mi sono capitate fra le mani nell”anno del Signore 2003 dopo Cristo e la cosa che più dà  fastidio è che a fare questa farsa (che ricorda la non troppo lontana ombra di Rita Pavone) è una delle voci più potenti del panorama nazional-popolare.

Davvero non si riescono a concedere attenuanti per il senso di oblio che circonda questo disco: un calderone freddo che rigetta tutto quello che inghiotte. Il tempo perso nell”ascolto di questo disco non verrà  mai restituito ed il senso di colpa conseguente non fa altro che acuire il dolore.

Quando si dice che in Italia non si vendono tanti dischi: se sono tutti così, ringraziamo il cielo!

Assurdo!

Voto: 0.10


Articolo pubblicato il mercoledì, novembre 9th, 2005 alle 2:18 pm.
Categoria: 2000', Musica, Recensioni.

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