Se fossi Charlie Chaplin sparirei e porterei con me tutto quello che ho guadagnato in vita. Se fossi Bob Dylan andrei ad un concorso di imitatori di Chaplin e arriverei terzo, per scelta. Perché ero occupato e ho dovuto mandare Dylan da solo, è finita che questo si è ritrovato, suo malgrado, ad una gara di imitazioni di cantati così poco interessanti da risultare noiosi finanche per un carcerato in una cella d’isolamento.

Risulta davvero difficile afferrare il motivo conduttore di un disco che finisce con l’essere debole fin dall’apertura, con quella “Thunder On The Mountain” che sa di stantio fin dalle prime battute, con quel rockabilly finanche decelerato per venire incontro a proprietà vocali decisamente usurate (ancora a giocare nella “Summer Days” di Love and Theft?). Sfortunatamente il disco non cambia rotta nemmeno a comprarlo su iTunes, perchè è tremendamente sotto tono, fiacco: si muove con un bastone prima ancora di iniziare ad alzarsi dalla poltrona. “When The Deal Goes Down” mi fa sorgere una domanda più che lecita, ad esempio: ma se volevo sentire Tom Waits (non ora, grazie), non era meglio che mettevo su un suo disco?

Bertoncelli, parafrasando i New York Dolls, dice che un giorno ricorderemo con piacere persino questo: se si riferisce alla mia recensione posso anche dargli ragione, per tutto il resto mi accontento di fare un sonoro sbadiglio.

Questo è quello che succede quando lasci gli amici da soli: l’anno prossimo, a Roberto, gli regalo un bel TomTom (io ho un Acer, ma non mi trovo molto bene).

Perso!

Voto: 3.0


Articolo pubblicato il martedì, ottobre 10th, 2006 alle 4:14 pm.
Categoria: 2000'.

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