Alla seconda pubblicazione si è scoperto che quel poco che Britney aveva da dare l’ha già esaurito e dopo un anno ecco pubblicare un album di puro nulla.

Se alla prima uscita quell’aria di simil-lolita ed il piglio da Mariah Carey adolescenziale potevano dare qualcosa, musicalmente parlando, adesso tutti gli indizi convergono su un unico assassino.

Britney ha dimostrato ancora una volta cosa può fare una buona campagna pubblicitaria al pubblico dei grandi numeri, ha dimostrato ancora una volta che una ragazza che fa gli occhi dolci li mette tutti in scacco ed è pronta ad infilar loro le mani nelle tasche mentre hanno gli occhi chiusi in contemplazione del suo nulla, messo in vetrina e per questo valorizzato.

Il lavoro di produzione che si cela dietro questo disco è bieco e meschino ed è fatto ad arte per cercare di acchiappare i “polli” (che, precisiamo, sono tutti gli adolescenti del mondo in quanto tali, anche se non comprano prodotti di massificazione): un acuto romantico da una parte, qualche coro in posizione strategica, le macchine alle loro spalle che cercano di produrre qualche ritmo e, soprattutto, il feedback continuo che proviene dalle radio e dalle televisioni. Britney Spears è il perfetto prodotto per MTV: ha l’età dello spettatore target, è carina e le vengono fatte cantare canzoni di una banalità assoluta in modo che colpiscano dopo pochi ascolti e che dopo un altro migliaio di passaggi si conoscano a perfezione anche tutti i passi di ballo che la nostra compie.

Non c’è prodotto pop che duri più di una, massimo due generazioni, per cui la speranza ricadrebbe sui nostri nipoti, ma la cosa preoccupante è che ad ogni generazione, i fenomeni pop tendono a peggiorare sempre di più, per cui non vorrei essere nei loro panni…

Inesistente!

Voto: 1.0


Articolo pubblicato il sabato, dicembre 10th, 2005 alle 1:03 am.
Categoria: 2000'.

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