World Without Tears Tracklist: 01. Fruits of My Labor 02. Righteously 03. Ventura 04. Bleeding Fingers 05. Over Time 06. Those Three Days 07. Atonement 08. Sweet Side 09. Minneapolis 10. People Talkin’ 11. American Dream 12. World Without Tears 13. Words Fell

Ciò che subito coglie l’ascoltatore è la sensazione di trovarsi davanti ad un’artista che ha deciso di prendere in mano lo spartito e gettarlo dalla finestra. Se un senso di costruito può essere intravisto fra le pieghe di quest’album è solo una parentesi transitoria perché prima o poi Lucinda se ne verrà fuori con la sua vera essenza intrinseca e scevra da ogni precostituzione. Questo senza dubbio il suo punto di forza in un album dal tasso altamente introspettivo.

La visione d’insieme che si viene a profilare è un D.I.Y. sentimentale fra rabbia e rassegnazione tipici del country americano. L’animo della Williams è nascosto in una comoda felpa arancione e quello che ne viene fuori in musica è solo un piccolo accenno. Apprezzabili (nelle intenzioni) le numerosi digressioni che la nostra si concede, come in “Atonement” nella quale si vede di fronte un monolitico scoglio hard-blues, ma ne esce alquanto illesa. Va da sé che la forza espositiva della Williams sta proprio in questa sua anima da testuggine: dapprima è racchiusa in guscio rigido, da tartarughina indifesa, subito dopo mette fuori la testa e le zampette e si trasforma in femmina da combattimento. Ovvio che la bandiera di Lucinda può essere sventolata dal 90% delle donne del mondo (non sono in fondo quasi tutte così?) ed in lei si riescono ad intravedere dei lampi di luce che appartengono alla JJ della notte dei tempi (“Sweet Side“). La romantica ballate “Minneapolis” rimette un po’ la tuta a quest’animo tormentato, ma l’idea di fondo non cambia. Peccato per l’eccessiva leziosità che l’album si concede in diversi passaggi e la stucchevole consapevolezza di certi momenti conclusivi come “Peaople Talkin” o “American Dream” che danno si punti di riferimento imprescindibili, ma fanno fuori quella che è una delle caratteristiche peculiari della Williams: la fragile sincerità priva di costruzione.

Alla fine una buon accompagnamento per un uggioso pomeriggio invernale passato davanti al camino a leggere la propria love story preferita.

Avvolgente!

Voto: 4,5/10‘, ‘


Articolo pubblicato il lunedì, giugno 23rd, 2003 alle 8:34 pm.
Categoria: 2000'.

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