Se non esiste regno che non possa essere eroso con uno scalpellino e non esiste montagna che non possa essere costruita portandovi in cima un granello alla volta, è altrettanto vero che esistono milioni di altri picchi che sono lì ad aspettare solo di essere scavati, e non è necessario, dunque, inventarne di nuovi per sport.
Quello che salva Andracht dal tracollo è, però, la sua capacità di catalizzare continuamente l’attenzione grazie all’applicazione di sottili colpi di coda superficiali, lievi oscillazioni che si interpongono fra l’ascoltatore e la sua attenzione per ricordargli ancora una volta che lui è lì ad ascoltare, e che per un istante può fermare il suo pensiero dalla lista della spesa che sta componendo mentalmente.

Certo che se dobbiamo aspettare “Geisterschiff” per ricordarci, dopotutto, che siamo bestie pensanti, davvero non siamo messi bene.

Il miglior pregio di Andracht è nella sua capacità di farsi oggetto d’arredamento, il suo peggior difetto è l’essere un po’ troppo ingombrante per quello che offre.

Stanzino!

Voto: 5.6 


Articolo pubblicato il martedì, marzo 6th, 2007 alle 1:28 pm.
Categoria: 2000'.

2 Comments, Comment or Ping

  1. Nihil

    Ascolto con fascino, in una giornata di Vento e pioggia e sole! Come poche altre musica questa sinfonia è penetrante in ogni suo episodio.

Reply to “LUNAR AURORA – Andacht (2007)”