Scissor Sisters

Gli Scissor Sisters rappresentano il punto di rottura che separa la fantasiosa presa in giro dalla ridicola pantomima. Mentre i The Darkness avevano rappresentato, con il loro Permission To Land (2003), una sferzata divertente e una simpatica presa in giro, questi newyorkesi poco originali fanno solo un salto nel vuoto.

Non basta qualche cover e un piglio alternativo per confezionare un prodotto valido: servono qualità, volontà e, soprattutto, sincerità espositiva che porta i pezzi ad essere sentiti e non solo incellofanati. La coverizzazione di George Michael di “Take Your Moma Out“, così, si trasforma in una noiosa ballata senza pregio alcuno, “Comfortably Numb” della premiata
ditta Gilmour/Waters è un debole pezzo dance da ricordare assolutamente nel caso in cui si abbia l’atroce dubbio su quale suoneria mettere al telefonino (e solo in quel caso); “Mary“, piuttosto, fa rimpiangere l’Elton John meno ispirato, mentre viene tirato in ballo Beck nella monotona esecuzione di “Lovers In The Backseat“. La collaborazione dei Pet Shop Boys si fa sentire tutta nella maggior parte dei pezzi più pop: troppo pop anche per gli anni ’80, a dire il vero, tanto che meriterebbero una bella rinfrescatina ed un aggiornamento di un certo spessore.

Gli Scissor Sisters non sono altro che un prodotto di bassa qualità musicale e ancora minore intensità artistico/umoristica, finendo con il diventare l’ennesimo futile e flebile complesso di musica pop usa e getta, appena sufficiente per un paio di serate di cazzeggio compulsivo, per poi essere usati come comodi sottobicchieri quando l’occorrenza lo richieda. Se non altro un’utilità ce l’hanno…

Suppellettili!

Voto: 1,5


Articolo pubblicato il martedì, aprile 11th, 2006 alle 11:49 pm.
Categoria: 2000'.

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