Chutes Too Narrow Tracklist: 01. Kissing the Lipless Mp3 02. Mine’s Not A High Horse 03. So Says I Mp3 04. Young Pilgrims 05. Saint Simon 06. Fighting In a Sack 07. Pink Bullets 08. Turn a Square 09. Gone For Good 10. Those to Come

Sebbene la scrittura sia decisamente migliorata rispetto al precedente Oh, Inverted World (2001), il nuovo lavoro dei The Shins non riesce a colmare quell’enorme vuoto espressivo che è il loro marchio di fabbrica.

Un vuoto che si cerca di colmare con un paio di cori in sottofondo, qualche ohw-ohw e spruzzate di controcanti in falsetto messi proprio a regola d’arte (quando ci sono i meriti è sempre bene metterli in evidenza). Il limite è lampante se si nota che è un album dall’impostazione pop, ma che alla fine pochi motivetti restano in mente, se non qualche stecca vocale o qualche bam-bam-bam. Ciò è dovuto alla scarsezza d’idee che circonda il gruppo di Albuquerque, che si ferma alla realizzazione di un sound che già esiste da qualche decennio, senza apportarvi spunti né idee proprie.

I The Shins sono un gruppo fantasma, la cui esistenza è indipendente dalla propria musica, proprio perchè tale peculiarità non ha senso né modo di esistere: è la in-espressione che regna sovrana, difetto che emerge prepotente nella realizzazione di “So Says I“, una cavalcata senza pecca né lode che trova la sua effimera soddisfazione in un urletto distorto da scuola elementare della musica.

Ciò che resta, alla fine, di questo bis discografico è la sensazione di assolutà povertà, se si esclude qualche arrangiamento ancora poco originale ma almeno degno dei The Decemberists (“Pink Bullets“), o di Billie Joe Armstrong (“Turn A Square“), o dei The Byrds, la band guidata da James Mercer emerge solo per la sua assoluta mancanza di personalità. I The Shins fanno musica, ma non è la loro.

Mediatori!

Voto: 2


Articolo pubblicato il venerdì, aprile 14th, 2006 alle 12:37 pm.
Categoria: 2000'.

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