Magical Mistery Tour nasce per raccogliere una quantità di singoli sparsi per l’aria e l’EP omonimo dedicato all’altrettanto omonima pellicola, e finisce con l’essere uno dei migliori dischi dei The Beatles.

Composto da intense ballate di deviazione come la bellissima “Blue Jay Way” cupa e dannata, la chicca “I Am The Warlus” conturbante e sensuale, i ritorni armonici di “Strawberry Fields Forever” ed il gioco rumoristico di “Baby You’re A Rich Man“, questo disco resta un punto di riferimento della maturità che la band sta acquisendo man mano che la battaglia al motivetto classico va avanti.

Inutile chiedere di abbattere la banalità insita in molte loro composizione, perchè il loro modus operandi è dichiaratamente e sfacciatamente populista, non mancano quindi manifestazioni di questa loro “schema compositivo” nel fischiettio di brani tanto scontati quanto ben articolati come “All You Need Is Love” e “Penny Lane“.

I The Beatles, purtroppo per loro, saranno sempre ricordati come i compositori di canzoncine fine a sé stesse, quando hanno negli anni dimostrato di saper assemblare (loro o chi per loro, vedi Martin) abilmente composizioni ben più articolate e mature. Il picco dei britannici non si trova certamente in una “Yesterday” la cui banalità è facilmente esportabile in tutte le salse, quanto in brani ben di diversa caratura come la “Tomorrow Never Knows” di Revolver (1966), la “A Day In The Life” di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967) e la “I Am The Walrus” di questo disco, dimostrando di saper volgere positivamente le opportunita tecniche che venivano loro offerte e di riuscire a confezionare un prodotto di più bassa consumabilità, ma di più alto grado artistico.

Ma purtoppo, finchè si riterranno i loro primi lavori come punto di riferimento, acquisterà sempre maggior successo una “All You Need Is Love” che una “Blue Jay Way“, ed è un peccato (nonchè un infinito spreco).

Decentrati!

Voto: 6.5


Articolo pubblicato il venerdì, agosto 12th, 2005 alle 4:00 pm.
Categoria: '60.

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