Rubber Soul è un decisivo miglioramento della qualità del lavoro dei The Beatles.

Non che sia un’opera meritevole di chissà quale risalto, ma rispetto al mare di inutile mediocrità finora fuoriuscita dai loro dischi, rappresenta un passo in avanti.

Soprattutto gli arrangiamenti sono curati in modo molto più creativo, regalando al disco una dose di positiva eterogeneità. Nascono così solari ballate di qualità come “You Won’t See Me” e “Think For Yourself“, canzone proto-psichedelica che mostra come Harrison concepisca la psichedelia, e canovacci collaudati come in “I’m Looking Through You“. Non mancano, naturalmente, i classici motivetti come “Michelle” e “Girl“, impreziosita per le ragazzine con tanto di sospiri da mozzare il fiato…

Comunque la si metta la situazione artistica dei The Beatles è deficitaria: non hanno fantasia, non hanno nerbo, non hanno cratività: quello che si limitano a fare è ripetere incessantemente dei moduli compositivi già battuti da altri ma lo fanno con minore qualità e alla meglio si possono permettere di affidarsi a qualche motivetto popolare (e populista) per cercare di convincere qualcuno.

Rubber Soul non sfugge alla loro legge, ma almeno è un lavoro meritevole di qualche menzione.

Cover.

Voto: 3.7


Articolo pubblicato il venerdì, agosto 12th, 2005 alle 11:18 am.
Categoria: '60.

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