An American Prayer nasce dalle registrazioni di poesie e testi vari che Jim Morrison aveva inciso in separata sede ed in solitario rispetto al resto del gruppo. L’intenzione originale di Jim era quella di far incidere una sezione orchestrale sotto al “parlato”, ma le ragioni economiche vollero che sette anni dopo la sua morte il complesso registrasse il sottofondo musicale. La prima impressione che emerge è quella di fastidio. Si cerca d’incastrare in ogni modo la musica fra le parole che Jim scandisce. Si va quasi contro natura, si cerca di aprire un’ostrica con un coltello poco affilato ed il risultato è che si finisce solo con il danneggiare il guscio. Non che la musica in sottofondo prodotta dal gruppo sia malvagia (tutt’altro), è che il disco parte da presupposti sbagliati ed idealmente deleteri.

I discorsi di Jim sono spezzati da pezzi cantati come “Newborn Awakening” nei quali vengono incastrati ancora parti parlate, come in un grosso puzzle nel quale i tasselli sono forzati in modo da unirsi contronatura (e contro la loro stessa forma) gli uni agli altri. Il risultato è un’opera rigida e tremendamente spigolosa.

La sensazione è che i buoni spunti strumentali potevano essere usati per un album serio, mentre sono stati sprecati in un modo ignobile semplicemente per cercare di fare qualche spicciolo in più.

Quando si dice la mancanza di vergogna…

Spudorati!

Voto 0,1


Articolo pubblicato il lunedì, luglio 26th, 2004 alle 3:45 pm.
Categoria: '70.

3 Comments, Comment or Ping

  1. Devo contraddire completamente la tua opinione..

    Il disco è veramente bello, la voce di Jim Morrison fa venire i brividi, e gli arrangiamenti sono al top..

    Inoltre il disco è inciso con un’ottima qualità..

    Da vero cultore dei Doors, posso solo dire meno male che usci’ (nel 1978 avevo 18 anni e lo comprai subito ascoltandolo con un mio amico ben 30 volte di seguito) per i fans dei Doors è una vera delizia..

    Ascoltare per giudicare..

    Saluti a tutti i fans dei Doors e del mitico Jim Morrison

    Love & Peace

    Frank

  2. Andy

    Perfettamente d’accordo con Frank!

  3. Rudy

    ..sono d’accordissimo con Frank,
    devo contraddire la recensione qua sopra che addirittura definisce l’album “un’opera rigida e tremendamente spigolosa” … :-/

    ma l’avete ascoltato bene?
    è fantastico, molto blues e molto poetico.. musicalmente al top appunto, si sente che l’han fatta col cuore, e con le parole di Jim male non poteva venire.

    possiedo sia il vinile che il CD infatti. :)
    peace!

Reply to “THE DOORS – An American Prayer – (1978)”