Meat Is Murder Tracklist: 01. Headmaster Ritual 02. Rusholme Ruffians 03. I Want the One I Can’t Have 04. What She Said 05. That Joke Isn’t Funny Anymore 06. How Soon Is Now? 07. Nowhere Fast 08. Well I Wonder 09. Barbarism Begins at Home 10. Meat Is Murder

La seconda fatica dei The Smiths è sintetizzata in un album decisamente più sfilacciato del precedente.

Il gruppo inglese si è oramai dichiarato, come pop-maker band, certamente più capace di comporre buoni brani piuttosto che riuscire ad amalgamarli tutti in un unico contenitore. La loro attitudine prende forma anche alla luce dell’ottima scrittura di brani come “William, It Was Really Nothing” o “Heaven Knows I’m Miserable Now” o, ancora, “Please, Please, Please, Let Me Get What I Want” pubblicati nella raccolta Hatful Of Hollow (1984), che rappresentano delle piccole perle incastrate in un altro vacuo contenitore.

Meat Is Murder non riesce mai a prendere forma, irrimediabilmente schiacciato in un calderone ascensionale che soffia fuori la forma dimenticando di inserire dentro allo stampino “thesmiths” anche un briciolo di materia prima, che non fa mai troppo male.Gli unici momenti che raggiungono una certo valore estetico sono “How Soon Is Now” e la ballabile quanto riuscita “Barbarism Begins At Home“; alle loro spalle una serie di stereotipi canticchiati alla loro maniera: autoindulgenti quanto piatti.

Plebaioli!

Voto: 2,5


Articolo pubblicato il venerdì, aprile 14th, 2006 alle 3:13 pm.
Categoria: '80.

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  1. otto

    non ho parole.. ma non avevi altro da fare quel giorno che scrivere una recensione di meat is murder? per esprimere certe opinioni bisognerebbe essere oddio non all’altezza, ma perlomeno consapevoli delle punte vertiginose che opere come questa rappresentano..
    tra l’altro, mi chiedo, a che titolo?..

  2. otto

    non ho parole.. ma non avevi altro da fare quel giorno che metterti a scrivere una recensione di meat is murder? per esprimere certe opinioni bisognerebbe essere oddio non all’altezza, ma perlomeno consapevoli dei livelli vertiginosi con cui ci si va a confrontare scrivendo di opere come questa..
    tra l’altro, mi chiedo, a che titolo?

Reply to “THE SMITHS – Meat Is Murder – (1985)”