Definitely Maybe

Messe insieme un paio di chitarre ed ecco fatto un gruppo rock. Inutile dire che gli Oasis sono l’ennesimo esempio di band britannica che irrompe prepotentemente sulle copertine delle riviste e si vede proiettata nel magico mondo dello show-business. La loro forza è di aver debuttato in un periodo tremendamente arido e chi campa con la musica di contorno ha bisogno di riempire gli scatoloni di qualche “roba”. Indipendentemente da qualsiasi cosa che si chiami musica.

Le major (questo disco è stato pubblicato dalla Epic, satellite della Sony) spendono fior fior di milioni per vedere i propri pargoli osannati ed appiccicati su qualche copertina, con le giuste recensioni e gli appropriati atteggiamenti. Lo scopo è uno solo: vendere i dischi e spacciare qualcuno che non valga più di poco per un nuovo genio musicale. Mi sembra superfluo dire che questo esordio degli Oasis non ha assolutamente nulla di nulla. Non ha uno spunto, un’idea originale, un appiglio per riuscire a dare a questo disco qualcosa in più di quello che sembra ovvio all’orecchio di chi non si fa assorbire in nessun giudizio dato da un’ “autorevole” rivista. Il nulla più assoluto messo in musica.

La piattezza di idee e la mediocrità di questo lavoro sono davvero imbarazzanti. Ci vogliono dei direttori del marketing con attributi enormi per far passare “Live Forever” per una ballata più che mediocre o “Bring It On Down” per una canzone che ha reinventato il rock (i Sex Pistols di “Liar” stanno sorridendo:). Che questo disco possa piacere a qualcuno non è in dubbio (specialmente chi l’ha ascoltato, riascoltato e poi ascoltato ancora, ancora ed ancora), come non è in dubbio il fatto che ci troviamo davanti un album non più che mediocre. Tutto il resto sono parole plastificate.

Prodotto!

Voto: 1,5


Articolo pubblicato il mercoledì, aprile 12th, 2006 alle 12:04 am.
Categoria: '90.

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