I Soundgarden rappresentano un ritorno deciso verso il vecchio hard-rock che aveva impazzato durante gli anni ’70 grazie alle derivazioni dei Led Zeppelin.Ultramega OK è, così, un riverbero di quelle sonorità esperite in una chiave claustrofobica e decadente di diretta ascendenza osbourniana. La tetra “665” mostra tutto il suo sgraziato debito verso il rock satanico, così come la successiva “Beyond The Wheel“, con la voce di Chris Cornell che parte baritonale e profonda come se stesse recitando un salmo al demonio per poi partire verso urla sguaiate che vanno verso le profondità della terra.

I Soundgarden non hanno assolutamente nulla da proporre e di fatti non lo fanno. Il loro è solo un timido e goffo tentativo di riconciliarsi con l”ambiente scarno e tetro di un alternativismo malato dell’hard-rock meno virtuoso e riproporlo per le nuove generazioni desiderose di contro-miti degenerativi, di profeti del thanatos, di messaggeri del nulla. Attraverso le tredici tracce di Ultramega OK si assiste alla solidificazione del vacuo, ad un puro esercizio di stile compassato, ad un gioco a rimpiattino verso un buco nero musicale.

I Soundgarden sono la manifestazione musicale dell”inesistente e la loro produzione è lo specchio immediato di tale vacuità .

Inconsistente!

Voto: 1.0


Articolo pubblicato il mercoledì, novembre 9th, 2005 alle 2:19 pm.
Categoria: '80, Musica, Recensioni.

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